Mercato Lazio: ‘Pensavo fosse Amore invece era un calesse’

Era il 1991 quando nelle sale cinematografiche usci il capolavoro di Massimo Troisi e Francesca Neri ‘Pensavo fosse amore invece era un calesse’.

Una commedia che racconta il matrimonio tra due giovani fidanzati napoletani, Tommaso e Cecilia, il quale è alle porte ma qualcosa turba la giovane. I due si lasciano ma forse c’è ancora la speranza che possano tornare insieme.

Da li inizia uno spezzato di vita di due ragazzi che si vogliono, ma la mente, i pensieri e i sentimenti fanno il resto.

E’ un po quello che è successo in questa fase di calciomercato in casa Lazio. Con l’arrivo di Maurizio Sarri le aspettative per i biancocelesti si sono alzate, cosi come la richiesta di rendimento da parte dei singoli giocatori. Il tecnico toscano ha messo subito le mani avanti in sede di presentazione, dicendo che il tempo sarebbe stato galantuomo cosi come 2/3 sessioni di mercato.

Insomma, un anno di transizione per vedere il ‘sarrismo’ con la benedizione della stessa società.

In effetti le aspettative per i tifosi sono cominciati già da settembre, da quando i risultati in campo non hanno dato sin da subito la gioia sperata. Però la fiducia c’è sempre stata attendendo questa finestra di mercato per togliersi pedine inutilizzabili, fare cassa e acquistare quei nomi tanto richiesti dallo stesso Sarri.

Come al solito i nomi circolati sono tanti, ma l’alto là della Lazio per colpa del solito ‘indice di liquidità’ ha fatto spegnere l’entusiasmo tra i tifosi e la stampa.

Solo negli ultimi giorni di mercato si è riusciti a sbloccare la situazione contabile, con la cessione di ben 4 giocatori della Prima squadra tra cui l’investimento più oneroso dell’era Lotito, cioè Vedat Muriqi.

E adesso che il mercato è sbloccato, chi acquistare? Igli Tare, DS della società capitolina, sotto la lente d’ingrandimento per le scorse sessioni, non ha dato segni di avere una chiara idea di chi portare a Formello, tanto da far tuonare lo stesso Presidente Lotito il quale ha dichiarato nei giorni scorsi : “Adesso scendo in campo io”, come a dire “Se non ci penso io…”

Sta di fatto che il 31 gennaio è arrivato e proprio negli ultimi minuti di mercato, la Lazio è riuscita a tesserare Kamenovic, difensore serbo aggregato alla Lazio sin da quest’estate e Jovane Cabral, attaccante proveniente dallo Sporting Lisbona che ha il duro compito di essere il vice Ciro Immobile.

2 nomi che impazzano sul web e sui social da parte dei tifosi i quali tra sfottò e delusione, c’è chi cerca di accettarli e chi invece li da già perdenti prima di vederli.

Una cosa è certa, il mercato della Lazio è stato deludente sia per le aspettative sia anche e soprattutto per le richieste dettagliate dello stesso allenatore. Tante sono state le promesse che hanno consegnato una certa volontà di fare bene in questa sessione, ma che poi si sono dimostrate solo promesse improvvisate e senza progetto.

Naturalmente i due nuovi acquisti in casa Lazio non hanno responsabilità e il tifoso ha il dovere di farli sentire apprezzati e a casa. I panni sporchi si lavano tra le mura domestiche e se Sarri lo riterrà opportuno avrà e saprà cosa dire ai diretti interessati.

Nel film citato sopra, Cecilia crede alle chiacchiere degli amici e lascia Tommaso. La commedia racconta che è il tempo a farli riavvicinare, ma alla fine sarà Tommaso quello che è titubante. In tutti questi anni, soprattutto gli ultimi, il tifoso ha sempre aspettato, sperato e creduto ; ma se il tifoso si stanca e l’amore per la propria squadra viene meno chiunque è responsabile dovrebbe salutare e umilmente chiedere scusa.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

 

 

 

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