Verso Roma-Feyenoord, Mourinho: “Giocheremo per scrivere la storia. Mkhitaryan è pronto”

La Roma torna a giocarsi una finale europea dopo 31 anni. All’Arena Kombëtare di Tirana i giallorossi domani alle 21:00 sfideranno il Feyenoord nella finale di Conference League.

José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di domani, una sfida importante per la Roma che potrebbe portare a casa il primo trofeo europeo della propria storia.

LA CONFERENZA STAMPA

Un lungo viaggio iniziato in agosto, poi 9 mesi di percorso con 55 partite, qual è la consapevolezza? “Siamo arrivati alla fine di questa stagione. Con due finali da giocare in 4 giorni: la prima ci dava quello che noi meritavamo e quello che avevamo come obiettivo cioè l’Europa League. Siamo riusciti a vincere quella finale. Non si scriveva la storia ma bisognava finire il lavoro dell’anno per raggiungere un obiettivo. Per la Roma finire in zona Europa League è normale. La finale di domani è storia. Abbiamo scritto la nostra per arrivare qui, ma in finale dobbiamo fare il tutto possibile per vincere e fare la storia”.

E’ riuscito a contenere l’euforia della squadra? Come sta Mkhitaryan? “Lo abbiamo fatto prima di Torino. Era una gara difficile. Era una finale che ci poteva dare l’attenzione giusta per giocarci questa in cui c’è la coppa in palio. Non avevamo bisogno della tensione extra. Abbiamo raggiunto l’obiettivo dell’Europa League ed era il miglior modo per pensare solo al Feyenoord. Con il mio staff siamo stati a Trigoria da venerdì senza mai uscire. Ai giocatori non potevo chiedere questo, ma penso che loro stanno bene. Vedo la squadra attenta e felice. Stiamo bene. Mkhitaryan si è allenato oggi per la prima volta in gruppo, una piccola sessione senza significato a livello di finale perché era aperta alla stampa. Molto basica. Per lui è importante, mi fido della sua esperienza. Mi fido di lui, conosce il suo corpo e sa interpretare bene i segnali. Alla fine del lavoro mi ha detto che è a disposizione”.

C’è grande attenzione verso la Roma e verso la sua persona, la sua esperienza può fare la differenza? “No, non penso. La gente sbaglia nell’analisi. L’unico motivo per cui c’è questa sensazione di tifo per la Roma è perché abbiamo un albanese in squadra, è normale. Se vince la Roma, un albanese alza la coppa e questo ha un significato. Ho giocato una supercoppa UEFA tra United e Real in Macedonia. C’era un paese in festa, a Tirana è lo stesso. E’ un momento importante, che meritano come paese. Lo stadio è molto bello, peccato per la capacità ridotta, ma sono contento di giocare qua. Di solito le finali sono le ultime partite della stagione, si gioca prima nelle coppe nazionali. Quando arrivi a questo punto il lavoro è fatto. Per noi non c’era niente da fare in questi due giorni. La leadership non può produrre effetto per tre giorni, fa parte di un processo. Domani è il giorno dei giocatori, noi allenatori possiamo aiutarli a leggere la partita, ma il lavoro è fatto e domani è l’ultima. Per fortuna è una finale, si piò solo essere felici di giocare questa gara”.

E’ molto serio perché è preoccupato per la finale? “E’ una finale, fino a domani non c’è nient’altro nella mia mente. E’ il mio modo di essere e di fare. L’esperienza non aiuta, io pensavo che potesse invece no. Il mio modo di essere è uguale a quando ho giocato la prima finale. Sono concentrato o magari è un mio modo di preparare la gara”.

Lei che ha giocato diverse finali, è scaramantico? “No, non lo devo essere. Odio le scaramanzie e volte litigo con chi dà retta a queste cose”.

Sui maxischermi “Il sostegno dei tifosi può solo fare bene. Se la Roma ha pero una finale con la gente all’Olimpico davanti agli schermi non è colpa loro. Mi hanno chiesto con che maglia giochiamo e ho detto che non lo voglio sapere, per me è uguale”.

Come sta la sua caviglia dopo lo sconto con Kumbulla? Se vince domani è il primo ad aver vinto tutte le coppe europee “Se vinco. Non sono scaramantico, è la verità. Non mi piace parlare di ipotesi, vediamo. Marash mi ha fatto male e io ci scherzavo perché lui sarebbe dovuto essere l’ultimo a farmi questo perché è il più pesante. Ho pensato di dover andare alla partita con le infradito perché il piede non entrava nella scarpa. Kumbulla è un bravo giocatore, ha imparato tanto e il prossimo anno sarà con noi perché ha buone potenzialità”.

Le piace il calcio olandese? Perché non vinciamo mai? “Ma non è vero. Ajax, Psv e Feyenoord hanno vinto. Avete una bella storia. Non so se siete naif”.

Qual è la sua prima impressione dell’Albania? Cosa può fare lo Special One per vincere un match speciale? “La storia dello Special One è vecchia. Quando sei più maturo vedi molto più le persone e pensi meno a te stesso. Per me è diventata una vecchia storia, domani posso provare ad aiutare, non credo nella magia. Quando arrivi in finale dopo così tanto lavoro hai dato tutto. E’ la squadra che gioca domani. Non è il momento per i singoli. Dobbiamo solo essere noi e giocare con la nostra qualità senza limiti. E’ la prima volta in Albania, uno dei pochi posti dove ancora non ero stato. E’ un bel paese, sono felice di essere qui. Non ho visitato la città, sono felice dell’aeroporto. Quando abbiamo giocato contro il Vitesse siamo stati in aeroporto per due ore, non so perché, ma ci sono stati troppi controlli, come fossero criminali e stessero cercando qualcosa. L’hotel è bello come lo stadio e il campo. Possiamo criticare la capacità dello stadio, ma dobbiamo portare il calcio ovunque. Sono felice di essere qui e giocare la finale albanese”.

Su Zalewski, è sorpreso del suo lavoro? Qual è la sua qualità migliore e la sua posizione? “Nella prima parte di stagione non ha fatto male. Un anno fa giocava nella Primavera e ora gioca nella prima squadra. Questi sei mesi sono stati importanti per la sua carriera. Onestamente può fare tutto in campo. Quando hai 20 anni e puoi giocare non conta dove, ma devi solo giocare. Ha una buona mentalità e un buon futuro”.

La Stagione è finita, la Roma ha giocato due finali. Oggi Rocchi le ha dato ragione su tutto, questa stagione è positiva per lei? “Sì, per me sì”.

Ha dubbi di formazione? Spinazzola è tornato come pensava? “Non è un premio. Può giocare, 10 mesi di stop sono tanti però ha lavorato tanto per tornare. Gli mancavano dei minuti, delle sensazioni e li ha trovati nei 75′ in campo contro il Torino. Le sensazioni sono state positive quindi domani è un’opzione per noi”.

A SKY SPORT

Alcuni non hanno mai vissuto una finale, può fare un corso accelerato per gestire le emozioni per la finale? “No, non riesco a gestire neanche la mia. Magari gli altri con la mia stessa esperienza possono dire il contrario”.

Che errore non bisogna fare? “Dobbiamo fare quello che facciamo ogni partita. Per questo dico di pensare sempre alla prossima e la prossima è una finale, l’ultima della stagione, c’è qualcosa di speciale che è un trofeo. Ma si deve fare esattamente lo stesso”.

Sono momenti che aiutano per la mentalità? ” Per il gruppo fa parte di un percorso”.

Che partita si aspetta? “Non lo so, loro hanno avuto tanto tempo per lavorare. Non si sa mai se possono presentare qualcosa di diversa, nel loro percorso hanno cambiato qualcosa. Col Marsiglia hanno fatto 0-0 ed era una partita diversa dalla loro filosofia. Non lo so, noi sappiamo come vogliamo giocare”.

Mkhitaryan ha la condizione fisica per essere titolare? “Ha la condizione fisica per aiutare la squadra, pensiamo di sì. Siamo ottimisti, senza squadra ieri ha fatto test veri e oggi con la squadra…sensazione positiva”.

Articolo a cura di Davide Teta – SportPress24.com

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