Lazio follie, resta un punto di non ritorno…

Analizzare questo momento della Lazio è come far decifrare un geroglifico da un analfabeta. Tra il “serve tempo” e il “Sarri vattene” c’è un”autostrada di pensieri affastellati sulla sabbia.

Partiamo da Lazio-Udinese, un 4-4 tra i più schizofrenici della storia del calcio che nemmeno il miglior Zeman poteva sceneggiare.

Gara pazza in cui la Lazio si consegna ai friulani per poi risorgere ed infine regalargli un pareggio senza pregio. È un punto di non ritorno quello preso all’Olimpico. Sarri è preoccupato, non riesce a scrollarsi i problemi tattici e mentali che attanagliano la sua Lazio.

Il mercato di gennaio come chiave di soluzione del geroglifico? Forse, ma ora la Lazio è attesa da altre 5 gare, tutte decisive, soprattutto quella di Europa League contro il Galatasaray.

Non si può mollare nulla. È vero, è un anno di costruzione-transizione, ma così, tra le montagne russe, non si costruisce un bel nulla. Che Sarri debba mettere un freno ai due gol subiti a gara (la media di queste prime 15 partite) è doveroso.

Qui non si tratta di giocatori, ma di equilibrio. Anche l’Udinese ha maramaldeggiato nel deserto dei Tartari biancazzurri.

È un punto di non ritorno quello ottenuto, ma Sarri non può sottacere le nefandezze tattiche viste nella serata folle dell’Olimpico. 4-3-3 sì, ma non così…

Foto di Claudio Pasquazi – Articolo a cura di Carlo Cagnetti – Sportpress24.com

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