Tadej Pogacar infinito, suo anche il Fiandre: adesso è storia!

Tadej Pogacar continua a riscrivere la storia del ciclismo moderno. Lo sloveno della UAE Team Emirates conquista il Giro delle Fiandre 2026, centrando la terza Ronde della carriera e firmando la quarta Classica Monumento consecutiva, la quinta nelle ultime sei disputate.

Un’impresa che lo proietta in una dimensione leggendaria: solo Eddy Merckx era riuscito a vincere Milano-Sanremo e Fiandre nella stessa stagione (1969 e 1975).

Alle sue spalle, ancora una volta, Mathieu van der Poel; terzo un sorprendente Remco Evenepoel, all’esordio assoluto alla Ronde. Quarto Wout van Aert, quinto Mads Pedersen.

La corsa: selezione naturale verso il Kwaremont

Nei primi chilometri dei 278,6 totali si forma una fuga a tredici uomini che arriva a guadagnare oltre cinque minuti.

Ma il copione cambia avvicinandosi al Molenberg: è lì che Pogacar decide di scombinare i piani, accelerando e costringendo i grandi favoriti a scoprirsi. Con lui restano van der Poel, van Aert, Pedersen, Evenepoel e pochi altri.

A 50 km dal traguardo restano in testa soltanto Pogačar e van der Poel, con una ventina di secondi su Evenepoel e un minuto sulla coppia van Aert-Pedersen.

L’attacco decisivo: Kwaremont e Paterberg

All’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont lo sloveno cambia ritmo con una progressione irresistibile. Van der Poel prova a resistere senza crollare, ma sul successivo Paterberg deve alzare bandiera bianca.

Pogačar resta solo, lanciato verso un trionfo in solitaria che profuma di epopea.

Taglia il traguardo con le braccia al cielo: terza Ronde personale, un’altra Monumento da aggiungere a una collezione che sta assumendo contorni storici.

Le parole del campione

«È stata una corsa pazza e durissima. Non so nemmeno quando sia scoppiata davvero. Non volevo assolutamente che Evenepoel rientrasse: so quanto è resiliente, avrebbe potuto inventarsi qualcosa. Meglio tenerlo a distanza. Non corro tantissimo, ma quando lo faccio mi metto sempre pressione per vincere. È andato tutto perfettamente. Alla Roubaix arriverò ancora più motivato, voglio godermi le pietre».

Un messaggio chiaro in vista della Parigi-Roubaix, dove Pogacar si presenterà con un’aura ancora più imponente.

Un paragone che pesa come la storia

Il riferimento a Merckx non è casuale. Vincere Sanremo e Fiandre nello stesso anno era riuscito solo al Cannibale. Pogacar non solo eguaglia quell’impresa, ma la inserisce in una sequenza di Monumento consecutive che lo colloca già ora tra i più grandi di sempre.

E la sensazione è che la storia, con lui, non abbia alcuna intenzione di fermarsi.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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