Per anni si è dichiarato residente fiscale a Dubai. Ma, secondo un’inchiesta del quotidiano economico Les Échos, la quotidianità di Samir Nasri raccontava tutt’altra storia: Parigi.
L’ex centrocampista di Arsenal e Manchester City, oggi commentatore per Canal+, sarebbe finito nel mirino delle autorità fiscali francesi con il sospetto di falsa residenza all’estero.
Ufficialmente domiciliato negli Emirati Arabi Uniti, in realtà, secondo gli accertamenti, avrebbe trascorso la maggior parte del suo tempo nella capitale francese.
I controlli incrociati: voli e consegne a domicilio
L’indagine, stando a quanto riportato, si sarebbe basata su una serie di elementi concreti: i registri delle compagnie aeree, che documenterebbero una presenza stabile in Francia, e perfino le abitudini quotidiane.
Un dettaglio in particolare avrebbe attirato l’attenzione degli ispettori: 212 ordini di pasti effettuati nel solo 2022 tramite Deliveroo, tutti recapitati a un indirizzo parigino.
Un elemento apparentemente banale, ma ritenuto significativo nel ricostruire la reale permanenza dell’ex calciatore sul territorio francese.
La maxi contestazione: oltre 5,5 milioni di euro
Sulla base di questi riscontri, il fisco francese avrebbe qualificato Nasri come residente fiscale in Francia e non come espatriato. La conseguenza è una pesante revisione fiscale da 5,51 milioni di euro:
5,25 milioni di euro di imposte sul reddito arretrate per il triennio 2020-2022
82.000 euro di imposte patrimoniali sugli immobili per il periodo 2019-2025
Una cifra che fotografa la severità delle verifiche in materia di residenza fiscale, tema particolarmente sensibile per sportivi e personaggi pubblici che dichiarano domicili all’estero.
Il principio della “residenza effettiva”
Il caso riporta al centro un principio cardine del diritto tributario internazionale: non conta solo dove si dichiara di vivere, ma dove si vive realmente.
La presenza abituale, gli interessi personali, le abitudini quotidiane e la durata dei soggiorni possono diventare prove determinanti.
E, in questa ricostruzione, persino una lunga serie di cene ordinate a domicilio può trasformarsi in un indizio decisivo.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com