Per I Classici di Sportpress24 oggi presentiamo ” Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.
Fahrenheit 451 è stato pubblicato nel 1923. Nel 2023 si sono celebrati i 70 anni dalla prima edizione di questo libro profondamente visionario che ci aiuta a comprendere i temi della libertà e della censura.
Da questo libro, nel 1966, Francois Truffaut si cimenta, per la prima volta in carriera, in un film di produzione internazionale.
Caratteristiche del libro
“Fahrenheit 451” di Ray Bradbury è uno dei capisaldi della letteratura distopica. Il titolo si riferisce alla temperatura alla quale la carta dei libri prende fuoco e brucia. Il romanzo è diviso in tre parti principali, ognuna delle quali segna una tappa fondamentale nel risveglio della coscienza del protagonista, Guy Montag.
Ambientato in un mondo irreale in cui la lettura è proibita. In questa società ricreata da Bradbury tenere libri in casa è considerato un segno di sovversione: per questo esistono dei pompieri addetti non allo spegnimento, ma all’accensione di incendi presso le case dei “non allineati”
La trama
Il focolare e la salamandra
Guy Montag è un pompiere, ma in questo futuro post-alfabetizzato i pompieri non spengono incendi: li appiccano per distruggere l’ultimo baluardo della riflessione critica, i libri. La sua vita scorre in una nebbia di conformismo, tra il lavoro distruttivo e una casa dominata da pareti-televisore e da sua moglie Mildred, una donna emotivamente vuota e dipendente dai farmaci. La scintilla del cambiamento è l’incontro con Clarisse McClellan, una vicina di casa diciassettenne che, con la sua curiosità ingenua e domande spiazzanti come“Sei felice?”, scuote Montag dal suo torpore.
Poco dopo, Montag trova Mildred in overdose di sonniferi; viene salvata da operatori sanitari meccanici e indifferenti, un evento che evidenzia l’aridità della loro società. La crisi di Montag precipita durante una missione: una donna anziana sceglie di morire tra le fiamme insieme alla sua biblioteca piuttosto che vivere senza i suoi libri. Questo atto di sacrificio estremo spinge Montag a rubare un libro e a fingere una malattia per non andare al lavoro. Riceve la visita del Capitano Beatty, il suo capo, che in un lungo monologo spiega come la società sia giunta al rogo dei libri: non per imposizione dittatoriale iniziale, ma perché le minoranze e la ricerca della felicità superficiale hanno portato alla censura spontanea del pensiero complesso, riducendo tutto a intrattenimento immediato. La parte si chiude con Montag che rivela a una Mildred terrorizzata la sua collezione segreta di libri nascosti nel condotto della ventilazione.
Il setaccio e la sabbia
In questa sezione, Montag cerca disperatamente di comprendere ciò che legge, ma la sua mente, abituata a stimoli rapidi e vuoti, fatica a trattenere le informazioni da qui la metafora del “setaccio e la sabbia”. Ricorda di aver incontrato anni prima un vecchio professore di inglese, Faber, e decide di fargli visita portando con sé l’ultima copia esistente della Bibbia. Faber, inizialmente timoroso, diventa il mentore di Montag. Il professore spiega che non sono i libri in sé a mancare, ma tre cose: la qualità delle informazioni (i dettagli della vita), il tempo per digerirle e il diritto di agire in base a ciò che si è appreso.
Insieme, complottano per stampare nuovi libri e screditare i pompieri piantando volumi nelle loro case. Faber consegna a Montag una “conchiglia” auricolare (un ricevitore radio) per restare in contatto costante. Tornato a casa, Montag commette un errore dettato dall’emozione: spegne i televisori delle amiche di Mildred e legge loro una poesia “Dover Beach”, provocando in una di loro un pianto isterico e l’indignazione delle altre, che lo denunciano. La tensione sale quando Montag torna alla caserma e Beatty lo bombarda con citazioni letterarie contraddittorie, cercando di dimostrare che i libri sono confusi e pericolosi. La parte termina drammaticamente quando suona l’allarme e l’autobotte dei pompieri, la “Salamandra”, si ferma proprio davanti alla casa di Montag.
La fiammata
La caduta di Montag è totale: Mildred fugge in taxi senza guardarlo, dopo averlo denunciato definitivamente. Beatty costringe Montag a bruciare la sua stessa casa con un lanciafiamme. Tuttavia, quando Beatty scopre l’auricolare di Faber e minaccia di rintracciarlo, Montag rivolge l’arma contro il suo superiore, uccidendolo, e mette fuori combattimento gli altri pompieri. Inizia così una caccia all’uomo senza precedenti, trasmessa in diretta televisiva e guidata dal terribile Segugio Meccanico, un robot programmato per uccidere.
Montag riesce a fuggire verso il fiume, eludendo l’inseguimento e lasciandosi alle spalle la città. Seguendo i binari di una ferrovia abbandonata, incontra un gruppo di esuli guidati da un uomo di nome Granger. Questi uomini sono “libri viventi”: ognuno di loro ha memorizzato un’opera letteraria per preservarla in attesa di tempi migliori. Proprio mentre Montag si unisce a loro, scoppia la guerra e la città viene rasa al suolo da un bombardamento atomico in pochi istanti. Montag e gli “uomini-libro” osservano la distruzione e decidono di mettersi in cammino verso le rovine per aiutare i sopravvissuti a ricostruire la civiltà, portando con sé la memoria dell’umanità. Il libro si chiude con una nota di speranza: la cultura, come la fenice, può risorgere dalle proprie ceneri.
Le frasi
“È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale.”
“Se non vuoi un uomo infelice per motivi politici, non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno.”
“Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo.”
“Il televisore è ‘reale’, è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono.”
L’autore
Ray Bradbury è stato uno dei giganti della letteratura americana del Novecento, capace di elevare la fantascienza e il fantastico a vette poetiche e filosofiche. Nato il 22 agosto 1920 a Waukegan, Illinois, si trasferì da adolescente, a causa della “Grande depressione” a Los Angeles, dove iniziò a scrivere con dedizione assoluta, frequentando biblioteche anziché l’università.
Raggiunse la fama mondiale con le antologie Cronache marziane (1950) e L’uomo illustrato (1951), ma il suo capolavoro assoluto rimane il romanzo distopico Fahrenheit 451 (1953), un’ammonizione contro la censura e l’alienazione tecnologica. Lo stile di Bradbury è unico per la sua natura lirica e nostalgica, spesso incentrata sul passaggio dall’infanzia all’età adulta e sulla critica al progresso privo di umanità.
Bradbury è stato anche sceneggiatore del film “Moby Dick, la balena bianca” con la regia di John Huston e Gregory Peck come attore protagonista.
Morì a Los Angeles il 5 giugno 2012. Sulla sua lapide, per sua volontà, è inciso semplicemente: “Autore di Fahrenheit 451”.
Articolo a cura di Massimiliano Vienna – Sportpress24.com – Foto da X e di Massimiliano Vienna