Dubai, l’altra emergenza della crisi: cresce l’abbandono di cani e gatti

Mentre la tensione in Medio Oriente spinge molti residenti stranieri a lasciare in fretta la città, a Dubai si sta consumando una crisi silenziosa che riguarda gli animali domestici.

Cani e gatti vengono sempre più spesso abbandonati da famiglie che, nel timore di un’escalation del conflitto dopo gli attacchi con droni nella regione, decidono di partire rapidamente senza riuscire, o senza voler, portare con sé i propri animali.

A raccontare questa emergenza è il giornalista Fulvio Cerutti sulle pagine di La Stampa, nella sezione dedicata agli animali La Zampa, dove vengono raccolte testimonianze sempre più allarmanti da parte di volontari, rifugi e veterinari.

Rifugi e volontari sotto pressione

Secondo quanto riferito dalle associazioni locali, negli ultimi giorni le richieste di aiuto sono aumentate in modo significativo. I rifugi si trovano improvvisamente a gestire un numero crescente di animali lasciati senza padrone.

Volontari e operatori raccontano episodi sempre più frequenti: cani e gatti lasciati davanti alle cliniche veterinarie durante la notte, animali abbandonati nei parcheggi o lungo le strade della città, ma anche casi ancora più drammatici di animali trovati feriti nel deserto alla periferia della metropoli.

Alcuni proprietari, secondo le testimonianze raccolte, arriverebbero persino a chiedere ai veterinari di procedere con l’eutanasia pur di non dover affrontare le difficoltà burocratiche e logistiche legate al trasferimento degli animali all’estero.

La fuga degli espatriati

Emirati Arabi Uniti e in particolare Dubai ospitano una grande comunità internazionale di lavoratori e professionisti provenienti da tutto il mondo.

Quando la situazione geopolitica si fa incerta, molti di loro cercano di rientrare rapidamente nei paesi d’origine.

Ma il trasferimento degli animali domestici richiede tempo, certificazioni sanitarie, vaccinazioni e procedure di trasporto spesso complesse.

In un contesto di partenza improvvisa, alcuni proprietari scelgono purtroppo la strada più semplice: lasciare indietro l’animale.

Una tragedia silenziosa

La conseguenza è una crescente emergenza per le associazioni che si occupano di tutela animale. I rifugi, già normalmente sotto pressione in una città dove il fenomeno dei randagi non è nuovo, si trovano ora a dover affrontare una vera e propria ondata di abbandoni.

Dietro le luci e il lusso di una delle metropoli più moderne del mondo, si consuma così una tragedia spesso invisibile: quella di animali che da compagni di vita diventano improvvisamente un peso di cui liberarsi.

Per i volontari che ogni giorno cercano di salvarli, il timore è che l’emergenza possa peggiorare se la tensione nella regione dovesse continuare a crescere.

Nel frattempo, l’appello è uno solo: non abbandonare gli animali e cercare soluzioni alternative, perché anche nei momenti di crisi la responsabilità verso chi dipende dall’uomo non dovrebbe mai venire meno.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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