ESCLUSIVA, Intervista a Francesco “Ciccio” Foggia : La carriera, la famiglia e suo figlio Pasquale passando per il Napoli

Oggi abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Francesco “Ciccio” Foggia, ex giocatore (tra le tante) della Battipagliese, padre di Pasquale Foggia ex Lazio e attuale DS del Benevento.

In un calcio, in un’era, di grandi campioni e nomi del calibro di Baggio, Maradona e Platini, “Ciccio” ebbe un soprannome importante, affibbiatogli quasi naturalmente da coloro i quali erano stati abbastanza fortunati da ammirare le sue giocate. “Il Maradona Dei Poveri”. Questo perché, a prescindere dalla sua permanenza nelle serie minori per tutta la durata della sua carriera, si era distinto per la qualità, la tecnica, il suo destro prezioso e la sua indiscutibile natura da leader in campo.

Lei ha un passato importante, nelle categorie professionistiche del calcio italiano, per il quale è tutt’oggi ricordato con affetto come il “Maradona dei poveri” per via del suo piede raffinato e le sue caratteristiche da “diez”, specialmente dal popolo campano. Tanto da aver avuto annate importanti come quella del 90 – l’anno di dello sfortunato mondiale- o le due annate dal 90/91 alla Battipagliese. Qual è l’episodio o l’esperienza della sua carriera che ricorda con maggior entusiasmo?

Si, mi conoscono in tanti, anche per via della mia età – 58 anni-. Effettivamente, al di là dell’annata specifica, ho fatto tanti goal. Ero Bravino (ride ndr), ma la cosa più importante è stata aver fatto divertire tante persone. L’esperienza più importante è stata sicuramente quando vincemmo il campionato interregionale e andammo in C2 con la Battipagliese. Fu la più importante perché ebbi l’onore e il piacere di conoscere Piero Santin, che ora purtroppo non c’è più. Raramente ho conosciuto un allenatore e una persona così straordinari: Quando stavo con lui mi allenavo senza stancarmi e senza perdere mai il sorriso. Mi dava grande libertà di esprimermi calcisticamente, è stato come un papà”.

Francesco Ciccio Foggia

Oggi suo figlio, Pasquale Foggia, dopo una brillante carriera calcistica -terminata alla Salernitana nella stagione 2014/15 – che gli ha permesso di calcare campi importanti, è dirigente in una delle più belle realtà della Serie A, il Benevento. Sarebbe piaciuto anche a lei intraprendere una simile carriera, una volta appesi gli scarpini al chiodo?

Mio figlio si è ritirato presto, secondo me, però quando vengono a mancare le motivazioni, soprattutto a quei livelli. Ricordo ancora quando, fuori dalla sua scuola calcio, mi disse della sua decisione. Fu onesto nel rinunciare ad un contratto importante, per smettere. Per onestà intellettuale dico di si, mi sarebbe piaciuto. Riguardo ad entrare nel settore con mio figlio, attualmente non si prospetta la possibilità, date alcune frizioni familiari. Lavoro nel mondo del pallone da quando avevo 10 anni, quindi mi farebbe molto piacere arrivare a quei livelli, anche se adesso forse sono un po’ in ritardo”.

In molti si ricordano le prodezze di suo figlio Pasquale in Serie A, da giocatore. Si aspettava che, dopo il ritiro, si lanciasse sulla carriera da direttore sportivo?

Si. Non come allenatore, però. E’ sempre stato predisposto per fare il DS. Ha tutte le carte in regola per fare bene a Benevento e per fare ancora di più in società, magari, più blasonate. Senza nulla togliere al Benevento”

Trattandosi di uno dei DS più giovani e promettenti della Serie A. Alla guida di Filippo Inzaghi, il Benevento sta facendo un buon campionato. Si aspettava questa classifica? Che ne pensa di Inzaghi Allenatore?

La scelta di prendere Inzaghi è stata proprio di Pasquale. Anche dopo qualche annata meno positiva, Inzaghi è diventato un bravo allenatore, sicuramente destinato anche lui a grandi piazze”

Con suo figlio vi confrontate su temi calcistici? Le da consigli?

Non frequentemente. Vorrei stargli affianco anche se lui non necessita di nessun aiuto”

Domenica il Benevento è atteso a Napoli, all’ormai ex stadio San Paolo, nel derby campano. Cosa si aspetta dalla partita? Questo Benevento può impensierire gli azzurri?

Bella domanda (ride ndr). A prescindere dal momento della mia squadra del cuore, il Napoli, ovviamente, il Benevento è una signora squadra: Giovane, piena di qualità individuali, che desiderano mettersi in mostra. Per gli azzurri è un momento no e, con il cuore a metà, spero che il momento no continui per quest’ultima partita. Un bel pareggio e siamo tutti contenti (ride ndr).”

Da tifoso azzurro, cosa pensa del Napoli e sulla guida di Gattuso?

Gattuso è una persona sanguigna. Lo ha dimostrato anche da giocatore. Bisognerebbe trovarsi all’interno dello spogliatoio per capire alcune dinamiche. E’ sicuramente un buon allenatore, ma in questo sport bellissimo il campo è quello che da le risposte e i giocatori sono i veri protagonisti. E sul Napoli post Sarri e Ancelotti: “Spesso mi addormento guardando le partite del Napoli degli ultimi anni. Questo non capitava quando c’era Sarri: Un calcio spettacolare, tecnico e pieno di qualità. Quando se ne andò Sarri scrissi un post su Facebook contro la decisione del presidente De Laurentiis: Come fu possibile mandare via un simile allenatore?”.

Francesco ciccio Foggia

A Cura di Marco Murano e Matteo Columbro

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