La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta che vedeva coinvolti l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e l’Inter, nell’ambito delle ipotesi di frode sportiva legate alle designazioni di alcune gare di Serie A e Coppa Italia. Dopo circa due anni di indagini, i magistrati hanno concluso che non sono emersi elementi tali da configurare una combine o un sistema organizzato volto ad alterare la regolarità delle partite.
Secondo quanto riportato nella richiesta di archiviazione, gli inquirenti hanno ricostruito gli episodi che avevano dato origine all’indagini. Hanno però escluso l’esistenza di un meccanismo strutturato e finalizzato a influenzare le nomine degli arbitri. La Procura distingue infatti semplici interferenze, ritenute prive dei requisiti della frode sportiva, e condotte fraudolente concretamente idonee a incidere sul regolare svolgimento dei singoli match.
Dagli atti emerge inoltre che anche l’Inter era stata iscritta nel registro degli indagati, ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’ipotesi investigativa sosteneva che Rocchi avrebbe pilotato una serie di designazioni arbitrali in concorso con esponenti del club nerazzurro, rimasti non identificati. Anche per la società lombarda, tuttavia, la Procura ha chiesto l’archiviazione. Tra le partite finite sotto la lente degli investigatori figurano Bologna-Inter della stagione 2024-2025, Inter-Milan di Coppa Italia 2024-2025 e Torino-Inter del campionato 2025-2026.
L’inchiesta penale, però, non chiude definitivamente la vicenda. La Procura di Milano ha infatti trasmesso gli atti alla Procura Generale del CONI e alla Procura Federale della FIGC, che potranno valutare l’eventuale esistenza di violazioni disciplinari o di illeciti sportivi. Indipendentemente dagli esiti del procedimento penale. Un capitolo separato riguarda invece le cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, la cui competenza è stata trasferita alla Procura di Monza.
LE PAROLE DEGLI AVVOCATI
Dopo la richiesta di archiviazione, è arrivata la soddisfazione della difesa di Gianluca Rocchi. L‘avv. Antonio D’Avirro ha spiegato di aver sentito il proprio assistito subito dopo la notizia: “L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare”. Il legale ha però sottolineato anche il peso mediatico dell’inchiesta: “Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante”.
D’Avirro ha inoltre evidenziato come, a suo giudizio, già dopo l’interrogatorio sostenuto da Rocchi fosse emersa una situazione favorevole alla difesa. Secondo il legale, l’ex designatore ha risposto in modo puntuale a tutte le contestazioni. Dimostrando di aver effettuato le designazioni arbitrali sempre in piena autonomia e di non aver mai subito condizionamenti da parte di alcuno. In merito al filone d’indagine sulle cosiddette “bussate” alla sala VAR, il difensore ha escluso che tali comportamenti possano integrare una frode sportiva.
Sulla stessa linea anche l’altro difensore di Rocchi, Antonio Bana, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Procura di Milano. Sottolineando, dunque, come gli accertamenti abbiano preso in considerazione sia gli elementi d’accusa sia quelli favorevoli all’indagato, nel rispetto dei principi costituzionali. La richiesta di archiviazione dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari. Mentre la giustizia sportiva potrà svolgere autonomamente le proprie verifiche sugli aspetti di competenza federale.
Articolo a cura di Alessio Giordano – SportPress24.com