Ancora lui. Sempre lui. Inarrestabile. Tadej Pogacar continua a riscrivere la storia del World Tour conquistando la terza Classica Monumento stagionale: dopo Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre, lo sloveno domina anche l’edizione 2026 della Liegi-Bastogne-Liegi.
È la tredicesima Monumento in carriera. Numeri da leggenda, da “Cannibale” moderno.
La Doyenne, giunta alla sua 112ª edizione, si apre nel peggiore dei modi per il Campione del Mondo: una maxi-caduta dopo appena 3 km coinvolge anche lui e il giovanissimo talento francese Paul Seixas.
Davanti si forma un gruppo di una cinquantina di corridori, tra cui anche uno dei grandi favoriti, Remco Evenepoel, che arriva a guadagnare fino a quattro minuti.
Sembra una giornata storta. Sembra. Perché la UAE Team Emirates si mette a tirare con ordine e potenza, trascinata dal lavoro instancabile di Tim Wellens.
Il distacco si assottiglia, poi si annulla. Tutto si ricompone prima del punto chiave della corsa: la Côte de La Redoute.
È lì che Pogacar decide che la corsa è finita.
A poco meno di 40 km dall’arrivo, lo sloveno scatta con la solita violenza elegante. Evenepoel cede. Seixas, diciannove anni appena, resta incollato con un coraggio che sa di futuro. I due scavano il vuoto e si presentano insieme sull’ultima grande salita, la Roche-aux-Faucons.
Qui si consuma l’ultimo atto.
A 500 metri dallo scollinamento, Seixas crolla. Pogacar no. Pogacar cambia passo, un altro passo ancora, e se ne va. Da solo. Come sempre quando decide che è il momento di vincere.
Lo sloveno taglia il traguardo in solitaria. Seixas è secondo, stoico, a poco più di 40 secondi. Evenepoel salva la giornata vincendo la volata per il terzo posto con una grande progressione.
Tredicesima Monumento in carriera per Pogacar. Terza in questa stagione.
E adesso l’orizzonte si sposta già sul Tour de France e soprattutto sul Giro di Lombardia: vincendo la Classica delle Foglie Morte, diventerebbe il primo corridore della storia a conquistare cinque Monumento nella stessa stagione.
La storia, per Pogacar, non è un traguardo. È un’abitudine.
Foto da X – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com