Mancini, notte da leggenda: scudetto in Qatar e Inzaghi piegato ai rigori. Messaggio chiarissimo all’Italia

Notte da sogno perRoberto Mancini. Nel giro di poche ore il tecnico italiano scrive una pagina memorabile della sua avventura in Qatar: il suoAl Saddsi laurea campione nazionale… senza nemmeno scendere in campo, e subito dopo vola ai quarti di finale dellaAFC Champions Leagueeliminando ai rigori l’Al Hilalguidato daSimone Inzaghi.

Una doppietta simbolica, carica di significati sportivi e anche personali.

Pochi minuti prima del fischio d’inizio del match continentale, arriva la notizia che consegna matematicamente il titolo all’Al Sadd: la sconfitta delloAl Shamalcontro ilQatar SCrende incolmabile il divario in classifica.

Mancini e i suoi si portano a +5 sulla prima inseguitrice, rendendo inutile lo scontro diretto dell’ultima giornata. È festa grande: 19° titolo nazionale per il club, il terzo consecutivo, il sesto nelle ultime otto stagioni.

Ma la notte non finisce lì

Sul campo, l’Al Sadd affronta l’Al Hilal in una sfida ad altissima tensione emotiva, anche per il confronto diretto tra due ex compagni ai tempi dellaLazio: Mancini e Inzaghi.

La partita è spettacolare, vibrante, piena di colpi di scena. Finisce 3-3 nei tempi regolamentari: per i sauditi segnanoSergej Milinković-Savić,Salem Al-DawsarieMarcos Leonardo; per i qatarioti rispondonoClaudinho,MujicaeRoberto Firmino.

Ai rigori, la svolta: pesano gli errori diKarim BenzemaeBouabre, che spalancano la porta dei quarti di finale alla squadra di Mancini.

Per l’allenatore jesino si tratta del 15° titolo in carriera. Aveva già conquistato campionati in Italia (tre con l’Inter) e in Inghilterra (la storica Premier del 2012 con ilManchester City).

E naturalmente resta nella memoria collettiva l’UEFA Euro 2020vinto con l’Italia, ultimo trofeo sollevato dagli azzurri.

Proprio mentre in Italia si discute animatamente sul futuro commissario tecnico della Nazionale, questa notte qatariota suona come un messaggio chiarissimo: Mancini continua a vincere, ovunque vada.

E lo fa battendo, in uno scontro diretto, un altro tecnico italiano di primo piano.

Un segnale forte, l’ennesimo. Anche a distanza di tre anni da quella panchina azzurra lasciata tra polemiche e rimpianti.

Articolo a cura diStefano Ghezzi – SportPress24.com 

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