Juve-Roma, Mourinho: “Meritavamo di vincere. I 3′ dimostrano un’intezione. Rigore? Non voglio commentare…”

È terminata 1-0 la sfida tra Juventus e Roma, a decidere è stato il gol di Kean al 16′. L’episodio che ha fatto più discutere è stato il gol non assegnato di Abraham dato il fischio di Orsato sul rigore di Mkhitaryan ma su cui poteva essere dato il vantaggio. Su questo e altro ha parlato Mourinho nel posto partita. Di seguito le sue parole:

A DAZN

L’anno scorso la Roma era più anonima ma un rigore sbagliato e un ottimo secondo tempo. Su cosa siete migliorati?

“Oggi dico solo una grande Roma, l’unica cosa che posso dire a tutti i miei. Parliamo di una sconfitta e di zero punti ma solo posso dire grande Roma in tutti gli aspetti, complimenti a tutti i miei, all’organizzazione e al dipartimento medico che ha fatto di tutto per recuperare i miei. Abbiamo lavorato in piccoli gruppi in settimana e abbiamo fatto un grande gioco fatto di coraggio. ovviamente è una sconfitta ed è sempre una sconfitta ma se guardo al progetto devo guardare anche alla crescita della squadra e al modo di giocare. Posso sbagliare o avere un’opinione diversa la squadra che meritava più di vincere ha perso”.

Cosa pensa di quello che ha visto in campo del rigore? E i tre minuti di recupero?

“Certo è una cosa ovvia e dimostra chiaramente un’intenzione, un’altra cosa è l’episodio del rigore che non voglio commentare, non ho tutti i dati nelle mie mani. Non ho visto né sentito quello che avete detto. Voglio isolarmi da questo episodio e concentrarmi in tutto quello che la mia squadra ha fatto. Spero che tutte le parole che abbiamo sentito da parte della Juve nello spogliatoio, magari qualcuno le dice pubblicamente perché la mia squadra lo merita. Lo sanno perfettamente. Ho vinto qui senza meritare tanto e ho perso oggi quando la mia squadra con le nostre qualità e limitazioni abbiamo fatto una partita con le direzioni dove vogliamo andare”.

La Juventus quindi è venuta a farvi i complimenti?

“Certo”.

Torno sull’episodio del rigore, cosa è successo tra Abraham e Veretout?

“Abraham è un ragazzo coraggioso e pieno di fiducia ed è stato anche lui nell’azione del rigore, qualche minuto prima ha avuto un’iniziativa individuale dove ha trascinato la squadra, era in un momento di grande fiducia. Noi abbiamo una linea strutturata e il primo è Veretout e il secondo è Pellegrini, Tammy è il terzo ma in quel momento lì se un giocatore dice di tirare non è un problema. Un problema per me in queste partite, è la seconda volta dove prendo una squadra dove non siamo favoriti contro le big, non bisogna andare a casa con il rammarico. Noi abbiamo un piano di gioco, abbiamo fermato il loro contropiede e abbiamo giocato alto con il controllo assoluto con il loro contropiede. Abbiamo trovato gioco interiore per costruire. Quando giochi contro una squadra che difende bene come loro non è facile. Abbiamo fatto una partita più che sufficiente per vincere. All’intervallo ho detto ai giocatori che non credevo di pareggiarla, o l’avremmo vinta o persa. Se avessimo fatto gol sarebbero andati in difficoltà. Complimenti a tutti i miei, per me una grande Roma e sono contento dell’evoluzione della squadra”.

Volevo tornare su Abraham, a me piace molto, ha imparato già tutto del modo di giocare in Italia?

“Secondo me il nostro campionato è diverso dal suo modo di giocare principalmente dal punto di vista difensivo. Abbiamo diversi posizionamenti tattici con palla ma senza partiamo col 4-4-2 ma è importante che con Pellegrini sappia i tempi di posizionamento. In Inghilterra rimane alto ma non siamo una squadra di contropiede ma dobbiamo difendere. E’ un bravo ragazzo e siamo felici di averlo così come siamo felici di avere tutti i ragazzi che erano in panchina e che devono crescere per arrivare a un livello per una squadra come noi”.

IN CONFERENZA

La prova della Roma e quella dell’arbitro?

“Sull’arbitro non voglio giudicare, mi voglio concentrare sulla squadra. Ci sono tante cose positive da poter stare qui tanto tempo, abbiamo fatto una grande partita e un gran lavoro prima della gara, staff medico compreso. Unica cos negativa è il risultato, abbiamo perso e questo è il pragmatismo dei numeri. Sono in un progetto diverso ed è molto importante capire il percorso della squadra, tattico e mentale. Oggi grande Roma e risultato che non meritavamo”.

Un commento sul dibattito fra Abraham e Veretout sul rigore? I cori contro di lei?

“Abbiamo definito le gerarchie, Jordan è il primo e Tammy è il terzo. Lui in quel momento pensava di essere invincibile e voleva tirarlo. C’è una definizione chiara, Szczesny ha parato. Si è innervosito Veretout? Può essere, ma io voglio giocatori che non si nascondono. Sono contento che il calcio è tornato a essere calcio, è tutto questo il calcio. Gli insulti? Magari mi trovano per strada e vogliono una foto. Dentro lo stadio non è un problema”.

Sulle parole di Orsato del vantaggio post rigore? Oggi come mai pochi cambi?

“Il quarto uomo ha detto lo stesso a me. Il resto lo lascio a voi, agli specialisti, a Rocchi, alla gente. Non voglio, sai? Poi dite che Mourinho ha perso e parla dell’arbitro. No, Mourinho non parla dell’arbitro. Una sorpresa sono stati anche i tre minuti di recupero. I cambi? È difficile cambiare quando una squadra gioca bene, abbiamo giocato secondo le nostre potenzialità ed è difficile giocare con loro con un blocco così basso dietro. Oggi abbiamo giocato con questa linea di quattro dove Karsdorp è stato in dubbio fino all’ultimo e in panchina avevamo solo Reynolds, Kumbulla e Calafiori…”.

Foto in Copertina da Twitter – Articolo a cura di Davide Teta – SportPress24.com

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