Musetti e Sinner: il paradiso, pardon Parigi, può attendere…in attesa di Matteo

La miglior gioventù tennistica italiana ha fatto sognare il tennis azzurro, ma, dopo il sogno, il risveglio è stato amaro. I due diciannovenni Musetti e Sinner si sono cimentati contro il Gotha mondiale tennistico ed hanno capito quanto è erta la salita per il paradiso.

Non che affrontare due mostri sacri come Djokovic e Nadal fosse come bere un bicchiere d’acqua ma certo ci si aspettava di più, soprattutto da Sinner.

Gli ottavi di finale del campionato del mondo su terra battuta, non particolarmente lenta quella di Parigi a dire il vero, sono stati un messaggio “pro futuro” per i due baldi giovanottoni italiani. Sì siete forti, dovete racchettare, e non poco, per raggiungere i livelli di eccellenza degli dei immortali.

Eppure Musetti aveva illuso. Due set pazzeschi, i primi due, memorabili, due tie break vinti contro il serbo Djokovic avevano aperto i nostri cuori all’impresa epica. Sembrava davvero di vivere un sogno.

E dopo tutti i sogni belli ecco il risveglio amaro con un ritiro per problemi fisici. Diciamo che il toscano aveva dato tutto e nulla più poteva dare. I ritmi forsennati, fisici e mentali, da seguire sono ancora impenetrabili per un fiore agli inizi della primavera come Musetti. Egli ha un talento incredibile, deve solo crescere e crescere e crescere. Nulla più. Sinner invece ha un po’ deluso.

Personalmente pensavo ci fosse più battaglia contro il montagnoso e tenebroso Nadal. Purtroppo dimenticavo che il maiorchino a Parigi, soprattutto, è un re incontrastato.

I suoi record sono incredibili (2 sole sconfitte in oltre 100 incontri..) e Sinner l’ha capito quasi subito.

Dopo aver ceduto il primo set, punto a punto, battagliando, il biondino si è spento come una candela, facendo esaltare un Nadal, come sempre ingrifato e famelico. Peccato per la resa ma forza ragazzo, anche per te parlerà il futuro.

Non ci resta che assistere, confidando in miglior fortuna, alle gesta del romano Berrettini, assiso ai quarti di finale grazie al forfait del terzo mostro sacro del tennis, Federer.

Parigi val bene una messa, pardon una semifinale… Daje Matteo.

Foto in copertina dal Web – Articolo a cura di Carlo Cagnetti – Sportpress24.com

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