Tennis, il papà di Djokovic accusa Dimitrov per il contagio. Il manager risponde: “Non gli è mai stata offerta la possibilità di effettuare un test”

La notizia arrivata ieri martedì 23 giugno sulla positività al Covid-19 di Novak Djokovic, seguito dai 3 tennisti Dimitrov, Coric e Troicki ha creato molto scalpore e le reazioni negative non sono mancate.

Ma perchè tutte queste critiche? Il motivo è che durante il periodo dell’Adria Tour, per ora annullato dato i casi di positività riscontrati, ci sono stati assembramenti, abbracci e feste in discoteca… i protagonisti si sono difesi spiegando che i paesi ospitanti il torneo non avessero limitazioni particolari per la pandemia da Covid-19.

Mentre continuano le critiche contro Djokovic, a sua difesa arriva il padre Srdjan Djokovic, durante un’intervista a RTL.hr ha detto la sua sull’accaduto dando la colpa a Grigor Dimitrov, il tennista bulgaro secondo il padre sarebbe atterrato a Belgrado già malato nascondendo le sue condizioni a tutti gli altri: “Com’è stato possibile questo episodio? Il perché è semplice, Dimitrov è probabilmente arrivato in Serbia e Croazia già malato, chissà dove l’ha preso. Non è stato testato qui, ha svolto i test altrove. Non credo abbia tenuto un atteggiamento giusto. Ed ora noi ne paghiamo le conseguenze perché ha creato un danno grande alla Croazia, alla Serbia e a tutta la nostra famiglia.”

Srdjan prosegue spiegando la situazione del figlio e di tutti loro che gli sono vicini: “Nessuno di noi sta bene, nemmeno lui. Nessuno sta bene a causa di questa situazione, certo il suo morale è basso, è abbattuto ma la situazione ora è questa ed ora dobbiamo uscire più forti, capire cosa possiamo fare per difenderci e proteggerci in qualche modo.”

LA RISPOSTA DEL MANAGER DI DIMITROV

Le accuse lanciate dal padre di Djokovic sono arrivate anche al manager di Grigor Dimitrov, Georgi Stoimenov, che con una nota ufficiale ha replicato le parole di “papà Djokovic”: “In relazione a ciò che Srdjan Djokovic ha dichiarato alla televisione croata, vorrei informarvi di quanto segue: Grigor è atterrato direttamente a Belgrado dopo tre mesi di completo isolamento. Né a Belgrado, né in seguito a Zadar gli è stata offerta la possibilità o l’obbligo di sottoporsi al test per il Coronavirus. Gli organizzatori dell’evento sono coloro che hanno la responsabilità della condotta sicura del torneo e di stilare le regole da seguire. Grigor ha rigorosamente osservato tutte le regole imposte dagli organizzatori del torneo e le leggi e i regolamenti esistenti quando ha viaggiato fra la Bulgaria e la Croazia.”

Foto da Web

Translate »
error: Contenuto protetto!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: