Venezia 83, Woman Unknown conquista il Leone d’Oro – Tutti i vincitori della mostra

Il film di May el-Toukhy trionfa alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. Doppio riconoscimento con la Coppa Volpi a Mathilde Arcel. A Lee Chang-dong il Gran Premio della Giuria, miglior regia a Ilya Khrzhanovsky. John Malkovich miglior attore. Premio Speciale della Giuria a Naza

È Woman Unknown di May el-Toukhy il grande vincitore della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film danese, prodotto tra Danimarca, Svezia e Lettonia, si aggiudica il Leone d’Oro per il miglior film al termine della cerimonia di premiazione che ha chiuso ufficialmente l’edizione 2026 della Mostra.

Un verdetto che assume anche un significato particolare sul fronte della rappresentanza femminile. May el-Toukhy era infatti l’unica regista donna presente nel Concorso principale e il suo successo arriva al termine di un’edizione nella quale la presenza femminile dietro la macchina da presa aveva alimentato discussioni e polemiche. La regista, cresciuta a Copenaghen da madre danese e padre egiziano, ha così trasformato una posizione inizialmente isolata in un trionfo storico.

WOMAN UNKNOWN, UNA STORIA DI SEGRETI E RISCATTO

Ambientato nella Danimarca del secondo dopoguerra, Woman Unknown racconta la storia di Marie, una giovane domestica e bambinaia che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora. Il matrimonio rappresenta per lei la possibilità di conquistare sicurezza, rispettabilità e una nuova posizione sociale.

Ma Marie custodisce un segreto legato agli anni dell’occupazione tedesca: durante la Seconda guerra mondiale ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Quando il passato torna a galla, la vita che la donna sta cercando di costruire rischia di crollare.

Al centro del film c’è dunque il rapporto tra memoria, giudizio sociale, condizione femminile e desiderio di emancipazione. Un racconto personale che, attraverso la vicenda di Marie, affronta anche temi universali legati alla libertà e alla possibilità di ricominciare.

MATHILDE ARCEL, COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE ATTRICE

Il successo di Woman Unknown è completato dalla Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile assegnata a Mathilde Arcel, protagonista del film nel ruolo di Marie.

Per il film di May el-Toukhy si tratta quindi di un doppio riconoscimento di grande prestigio: Leone d’Oro per il miglior film e Coppa Volpi per la migliore attrice.

IL GRAN PREMIO DELLA GIURIA A POSSIBLE LOVE

Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love di Lee Chang-dong. Il regista sudcoreano, autore di film come Burning, torna così al centro della scena internazionale con un’opera che mette al centro i rapporti umani, le dinamiche sociali e il mondo del lavoro.

MIGLIOR REGIA A ILYA KHRZHANOVSKY PER DAU

Il Leone d’Argento per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU, progetto cinematografico dedicato al mondo della fisica sovietica e alla figura del fisico Lev Landau.

Il film è il risultato di un percorso produttivo durato oltre vent’anni e caratterizzato da una lavorazione particolarmente complessa. Khrzhanovsky, che ha rinunciato alla cittadinanza russa in protesta contro la guerra in Ucraina, ha dedicato il riconoscimento agli ucraini impegnati nel conflitto.

JOHN MALKOVICH MIGLIOR ATTORE

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh.

L’attore statunitense non era presente alla cerimonia perché impegnato sul set a Montreal e ha affidato a un videomessaggio il ringraziamento per il riconoscimento, sottolineando l’onore di entrare nell’albo degli interpreti premiati a Venezia.

PREMIO ALLA SCENEGGIATURA A UN BON PETIT SOLDAT

Il premio per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, diretto dallo stesso Brizé.

Il film francese, interpretato tra gli altri da Alba Rohrwacher e Vincent Lindon, affronta le dinamiche e le tensioni legate al mondo aziendale.

NAZA, IL PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Uno dei riconoscimenti più discussi dell’edizione è andato a Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, premiato con il Premio Speciale della Giuria.

L’opera affronta la guerra a Gaza attraverso le testimonianze di israeliani che hanno avuto esperienza diretta all’interno dell’apparato militare. Il film, entrato nel Concorso principale nella parte finale della Mostra, ha suscitato un forte dibattito e una lunga standing ovation dopo la proiezione.

IL PREMIO MARCELLO MASTROIANNI A MALOU KHEBIZI

Il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente è stato assegnato a Malou Khebizi per 15/18, diretto da Cédric Kahn. Il riconoscimento è uno degli otto premi ufficiali assegnati dalla giuria internazionale del Concorso.

IL LEONE DEL FUTURO A LA MAISON DU VENT

Il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, conosciuto anche come Leone del Futuro, è andato a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, coproduzione tra Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita e Qatar.

Il film racconta una storia legata alla migrazione, alla solitudine e ai rapporti familiari, ed è stato uno dei titoli più apprezzati della sezione Orizzonti.

ORIZZONTI, TRIONFA UN DETOUR PAR DIANE

Il premio Orizzonti per il miglior film è andato a Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni.

La migliore regia della sezione è stata invece assegnata a Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra, mentre La maison du vent ha conquistato anche il Premio Speciale della Giuria Orizzonti.

RICCARDO SCAMARCIO PREMIO ORIZZONTI

Soddisfazione anche per il cinema italiano con Riccardo Scamarcio, premiato come migliore interprete maschile di Orizzonti per I figli della scimmia di Tommaso Landucci.

Il film ha ottenuto anche il premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura, assegnato a Tommaso Landucci e Damiano Femfert. Scamarcio ha dedicato il riconoscimento ai padri e lo ha condiviso con Andrea Aggio, giovane interprete al suo debutto nel film.

La migliore interpretazione femminile di Orizzonti è stata invece assegnata a Laleh Marzban per Falling House, titolo originale Moragheb, di Mohsen Gharaei.

I PRINCIPALI PREMI DI VENEZIA 83

Leone d’Oro per il miglior film: Woman Unknown di May el-Toukhy

Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria: Possible Love di Lee Chang-dong

Leone d’Argento – Miglior regia: Ilya Khrzhanovsky per DAU

Coppa Volpi per la migliore attrice: Mathilde Arcel per Woman Unknown

Coppa Volpi per il miglior attore: John Malkovich per Wild Horse Nine

Premio Speciale della Giuria: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor

Premio per la migliore sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat

Premio Marcello Mastroianni: Malou Khebizi per 15/18

Leone del Futuro – Premio Luigi De Laurentiis: La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu

Premio Orizzonti per il miglior film: Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni

Premio Orizzonti per la migliore regia: Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra

Premio Orizzonti per la migliore attrice: Laleh Marzban per Falling House

Premio Orizzonti per il miglior attore: Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia

Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura: Tommaso Landucci e Damiano Femfert per I figli della scimmia.

A chiudere un’edizione particolarmente ricca è quindi il trionfo di Woman Unknown, capace di imporsi sia sul piano artistico sia su quello simbolico.

May el-Toukhy porta a casa il premio più importante della Mostra e Mathilde Arcel completa il successo con la Coppa Volpi, consegnando a Venezia 83 un verdetto fortemente caratterizzato da una storia femminile di memoria, identità e riscatto.

Articolo a cura di  Deborah Formati– SportPress24.com 

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