Il punto sul progetto biancoceleste: l’iter amministrativo entra nella sua fase calda mentre si attendono i pareri decisivi della Soprintendenza e del Comune di Roma.
La questione legata alloStadio Flaminioe al progetto di rilancio da parte dellaS.S. Laziocontinua a muoversi al centro del dibattito urbanistico e sportivo della Capitale. L’iter burocratico e la conferenza dei servizi accendono i riflettori su uno dei simboli architettonici più importanti della città firmato da Pier Luigi Nervi. Oggi al centro di un complesso percorso di rigenerazione.
Lo stato dell’arte e il nodo dei vincoli
Il percorso amministrativo, scandito dall’analisi dello studio di prefattibilità presentato dal club biancoceleste, sta affrontando in questi giorni i passaggi cruciali legati alla compatibilità dell’opera.Da un lato vi è la spinta dell’amministrazione capitolina. Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il recupero dell’impianto una priorità per restituire valore a un’area in stato di degrado.Dall’altro la necessità di conciliare le esigenze di ampliamento e modernizzazione con i rigidivincoli storico-artisticiche tutelano la struttura originaria, a partire dalla celebre pensilina di Nervi e dal secondo anello.
Le posizioni e il dibattito cittadino
Negli ultimi giorni la discussione si è ulteriormente arricchita di pareri tecnici e istituzionali. La Soprintendenza Speciale di Roma ha ribadito la fase di scrupolosa valutazione in corso all’interno della conferenza dei servizi. Specificando che il dialogo resta aperto ma che ogni decisione definitiva è subordinata al rispetto della tutela architettonica. Nel frattempo, non mancano i confronti sul fronte urbanistico. Autorevoli voci del Consiglio comunale e del mondo accademico continuano a interrogarsi sulla sostenibilità dei carichi viari e sulla gestione degli spazi all’interno del quartiere Flaminio, evidenziando le sfide legate alla mobilità e alla vivibilità per i residenti.
L’obiettivo condiviso resta quello di scrivere un nuovo capitolo per un impianto storico rimasto troppo a lungo in disuso. Trasformandolo in una moderna casa per lo sport e per la collettività, nel pieno rispetto delle procedure e della storia architettonica di Roma
IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA S.S. LAZIO
La Lazio ha reso noto l’esito del parere della Soprintendenza relativo al progetto per lo Stadio Flaminio
La S.S. Lazio accoglie con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza di Stato nell’ambito della Conferenza dei Servizi. Conferenza preliminare relativa al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Un pronunciamento di particolare rilevanza, che si inserisce in un quadro complessivamente positivo. Nel quale anche gli altri Enti intervenuti nella Conferenza dei Servizi hanno espresso parere favorevole, dando atto del percorso di confronto e collaborazione sviluppato nel corso di questi mesi. La Società approfondirà con attenzione le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza di Stato. che rappresenteranno preziose indicazioni di lavoro per il gruppo di progettisti impegnato nello sviluppo del progetto. Si tratta di un passaggio significativo, che consente al percorso amministrativo di proseguire e rafforza la prospettiva concreta di restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi più prestigiosi e identitari”.
“La S.S. Lazio ha affrontato sin dall’inizio questo progetto nella piena consapevolezza del valore storico, architettonico e culturale dell’opera di Pier Luigi Nervi. Con l’obiettivo di coniugare tutela, valorizzazione, innovazione e sostenibilità. Il recupero dello Stadio Flaminio si inserisce inoltre in una visione più ampia di valorizzazione dell’intero quadrante urbano. Il Flaminio diventerà esso stesso parte integrante di questo contesto, nel rispetto della vocazione del territorio e in dialogo con il Distretto del Contemporaneo e con le importanti realtà culturali, artistiche, sportive e architettoniche presenti nell’area. In questa prospettiva, il progetto prevede spazi museali ed espositivi fruibili dalla collettività, insieme alla valorizzazione e al mantenimento degli spazi originali dell’impianto, come la grande piscina e la palestra, facendo convivere la memoria e l’identità dell’opera di Nervi con una nuova funzione sportiva, culturale e sociale”.
“La S.S. Lazio continuerà a lavorare e a confrontarsi con tutte le Istituzioni competenti con lo stesso spirito di collaborazione che ha caratterizzato il percorso fin qui compiuto. Dopo molti anni di attesa e di progressivo inutilizzo dell’impianto, si apre una prospettiva concreta: tornare a far vivere lo Stadio Flaminio, restituendolo a Roma come luogo di sport e cultura, aperto alla collettività, e dando finalmente alla Lazio e ai suoi tifosi la propria casa”.
Articolo a cura diOrazio Bellinghieri– Sportpress24.com