Per qualcuno è stata un’idea geniale, per altri un sacrilegio. Di certo, il Mondiale 2026 ha vissuto un momento destinato a entrare nella storia: per la prima volta una finale della Coppa del Mondo ha avuto il suo halftime show, trasformando l’intervallo in uno spettacolo musicale in perfetto stile Super Bowl.
Al MetLife Stadium di New York, davanti a centinaia di milioni di telespettatori, il calcio si è fermato per lasciare spazio a un evento senza precedenti.
In pochi minuti il terreno di gioco si è trasformato in un gigantesco palcoscenico, montato e smontato con una precisione quasi militare, regalando al pubblico uno show che ha unito alcune delle più grandi star della musica mondiale.
Ad aprire la serata è stata Madonna, la regina del pop, protagonista di un ingresso spettacolare
L’artista americana è arrivata sul prato a bordo di un dune buggy, accompagnata da due autentiche leggende del calcio come Ronaldo e Ronaldinho, dando subito il tono a una performance che voleva fondere due universi apparentemente lontani.
Le note di “Music” hanno acceso il MetLife Stadium e dato il via a uno spettacolo dal sapore tutto americano.
L’energia è poi passata ai BTS, simbolo della rivoluzione musicale coreana e fenomeno globale capace di abbattere ogni confine culturale. Con “Dynamite”, il brano che durante la pandemia è diventato un inno alla speranza e alla positività, il gruppo ha trasformato lo stadio in una gigantesca festa.
Momento più leggero e divertente con Justin Bieber, protagonista di un siparietto insieme a Jason Sudeikis, il volto dell’amatissimo allenatore della serie Ted Lasso.
L’artista canadese è stato presentato come se dovesse entrare in campo per una sostituzione, prima di esibirsi con la chitarra sulle note di “Everything Hallelujah”, in una performance più intima che ha fatto da contrappunto all’imponenza dello show.
Il gran finale non poteva che essere affidato a Shakira
L’artista colombiana ha infiammato il pubblico con “Dai Dai”, la canzone diventata uno dei simboli di questo Mondiale, trasformando il MetLife Stadium in una gigantesca festa collettiva fatta di musica, colori e coreografie.
Per consentire l’evento, la FIFA ha concesso una deroga speciale al proprio regolamento.
L’intervallo, normalmente fissato in 15 minuti, è stato esteso a circa 27 minuti: undici dedicati allo spettacolo musicale e il resto necessario per montare e smontare il palco senza compromettere il terreno di gioco.
Una scelta che farà discutere ancora a lungo. Da una parte c’è chi vede in questa novità l’evoluzione naturale del calcio moderno, sempre più orientato verso l’intrattenimento globale e la conquista di nuovi mercati.
Dall’altra, i puristi temono che la finale del Mondiale perda parte della sua identità, inseguendo un modello tipicamente americano dove lo spettacolo rischia di diventare importante quanto la partita stessa.
In ogni caso, il dado è tratto. Il Mondiale 2026 ha segnato un punto di svolta: il calcio ha abbracciato definitivamente il linguaggio dell’entertainment statunitense.
Che piaccia o no, da oggi la finale della Coppa del Mondo non sarà ricordata soltanto per ciò che accade nei 90 minuti di gioco, ma anche per ciò che succede durante l’intervallo.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com