Il caso Garlasco vive una nuova accelerazione giudiziaria che potrebbe riscrivere quasi vent’anni di storia processuale.
La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, contestandogli l’accusa di omicidio pluriaggravato e ritenendo che il movente possa essere legato a un rifiuto sentimentale o sessuale.
Nelle carte compaiono intercettazioni ambientali in cui l’uomo parlerebbe di video intimi della vittima e di un approccio respinto, elementi che per gli inquirenti assumono valore indiziario insieme alla rivalutazione dell’impronta “33”, alle nuove analisi genetiche, agli appunti personali e alle telefonate effettuate ai Poggi nei giorni precedenti il delitto.
La difesa sostiene invece che quelle registrazioni siano estrapolazioni prive di significato e che Sempio non abbia mai avuto alcun rapporto con Chiara, posizione condivisa anche dal fratello della vittima,
Marco Poggi, che continua a escludere il suo coinvolgimento
Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase decisiva. La difesa ha venti giorni per presentare memorie o chiedere un interrogatorio, ma l’ipotesi più concreta è l’approdo all’udienza preliminare, dove la Procura chiederà il rinvio a giudizio.
Le aggravanti contestate rendono astrattamente possibile l’ergastolo, anche se il rito abbreviato non è più ammesso per reati punibili con tale pena.
Parallelamente, gli stessi atti verranno trasmessi alla Procura generale di Milano per valutare la revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, che da undici anni sconta una pena a sedici anni e che potrebbe vedere riaperto il proprio caso alla luce delle nuove ricostruzioni sull’orario della morte, delle intercettazioni che spostano il baricentro investigativo su Sempio e delle rivalutazioni tecniche che mettono in discussione la presenza di Stasi sulla scena del crimine dopo le 9.45.
Una prospettiva che ha scosso profondamente lo stesso Stasi, oggi in semilibertà, che si ritrova nuovamente al centro di una vicenda che sembrava chiusa.
Il quadro complessivo ridisegna completamente la mappa giudiziaria del caso: Sempio come unico presunto responsabile, Stasi potenzialmente verso la revisione, la Procura convinta di avere elementi univoci e concordanti e una famiglia Poggi che continua a chiedere verità senza divisioni interne.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa svolta rappresenterà l’inizio di un nuovo processo o l’ennesimo capitolo di una storia che da quasi due decenni scuote l’opinione pubblica italiana.