Una notte di cinema, emozioni e inevitabili polemiche ha illuminato la cerimonia degli Academy Awards 2026, che ha celebrato i migliori film dell’anno consegnando le celebri statuette degli Oscar.
A dominare la serata è stato il film Una battaglia dopo l’altra, diretto da Paul Thomas Anderson, mentre tra i momenti più emozionanti c’è stata la vittoria di Michael B. Jordan, premiato come miglior attore protagonista per il suo doppio ruolo in Sinners.
La cerimonia, condotta dal comico Conan O’Brien, non è stata solo una celebrazione del cinema: tra assenze eccellenti, messaggi politici e battute pungenti, il palco di Hollywood è tornato a essere anche uno specchio delle tensioni del mondo contemporaneo.
Il trionfo di “Una battaglia dopo l’altra”
Il grande vincitore della serata è stato Una battaglia dopo l’altra, che ha conquistato sei statuette, tra cui quella più ambita per il miglior film.
Nel suo discorso di ringraziamento, Paul Thomas Anderson ha voluto ricordare il produttore Adam Somner, storico collaboratore del regista scomparso nel 2024.
Oltre al premio principale, la pellicola ha ottenuto riconoscimenti per:
Miglior regia – Paul Thomas Anderson
Miglior sceneggiatura non originale, ispirata al romanzo Vineland di Thomas Pynchon
Miglior montaggio – Andy Jurgensen
Miglior casting, categoria introdotta per la prima volta nella storia degli Oscar
Il film ha regalato anche una soddisfazione personale a Leonardo DiCaprio, protagonista della pellicola che però non è riuscito a conquistare premi individuali.
Michael B. Jordan entra nella storia
Uno dei momenti più sorprendenti della serata è stato il premio come miglior attore protagonista a Michael B. Jordan per il film Sinners, diretto da Ryan Coogler.
Jordan ha interpretato due personaggi, i gemelli Smoke e Stack, in un vampire movie ambientato nell’America degli anni Trenta e incentrato sull’identità afroamericana. Con questa vittoria, l’attore è entrato nella storia degli Oscar: nessun interprete aveva mai vinto la statuetta per un doppio ruolo nello stesso film.
Il film, che partiva da superfavorito con 16 nomination (record storico), ha comunque portato a casa quattro premi, pur non riuscendo a conquistare il riconoscimento per il miglior film.
Un premio a una veterana
La statuetta per la miglior attrice non protagonista è andata alla veterana Amy Madigan per il film horror Weapons.
A 75 anni, l’attrice è stata premiata per una performance intensa che ha sorpreso l’Academy, anche perché raramente il genere horror riesce a ottenere riconoscimenti di questo tipo.
Il miglior film internazionale
Il premio per il miglior film internazionale è stato assegnato a Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier.
Durante la presentazione della categoria, l’attore spagnolo Javier Bardem ha attirato l’attenzione indossando sulla giacca le scritte “No alla guerra” e “Palestina libera”.
Nel suo discorso, Trier ha lanciato un messaggio politico che ha ricevuto un lungo applauso dalla platea:
“Non votate politici che non considerano i bambini importanti”.
La prima canzone coreana premiata
La statuetta per la miglior canzone originale è andata a Golden, tratta dal film animato KPop Demon Hunters.
Il brano, scritto da Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park, entra nella storia come la prima canzone in lingua coreana a vincere un Oscar.
L’Italia sul palco
Anche l’Italia ha trovato spazio nella notte degli Oscar. La produttrice bolognese Valentina Merli ha vinto la statuetta per la produzione del cortometraggio live action Two People Exchanging Saliva.
A ritirare il premio sono stati i registi Alexandre Singh e Natalie Musteata, che hanno definito il film:
“Un invito a riscoprire l’intimità in un mondo sempre più freddo”.
Tra polemiche e assenze
La cerimonia non è stata priva di polemiche. Ha fatto discutere l’assenza di Sean Penn, premiato come miglior attore non protagonista ma assente alla serata: secondo il The New York Times, l’attore sarebbe partito per l’Ucraina, di cui è da tempo sostenitore.
Non sono mancate nemmeno le battute pungenti del conduttore Conan O’Brien, che durante il monologo iniziale ha ironizzato sull’assenza di attori britannici tra i candidati:
“Quest’anno non ci sono britannici nominati… però loro arrestano i pedofili”.
Una frecciata che molti hanno collegato alle polemiche legate al Jeffrey Epstein, tornate al centro del dibattito pubblico.
Una notte tra cinema e politica
Gli Oscar 2026 hanno confermato ancora una volta il loro doppio volto: festa del cinema e palco globale per messaggi politici e sociali.
Tra record storici, premi inattesi e qualche polemica, la serata ha incoronato nuovi protagonisti di Hollywood, ma ha anche ricordato quanto il cinema continui a dialogare con la realtà che lo circonda.
Foto da X – Articolo a cura di Deborah Formati – SportPress24.com