Semafori con telecamera: sicurezza o cassa per i Comuni?

Articolo a cura di Graziano Montanaro – Sportpress24.com

Negli ultimi anni molti incroci urbani sono stati dotati di semafori con telecamera, sistemi progettati per fotografare i veicoli che attraversano con il rosso.

Sulla carta si tratta di strumenti pensati per migliorare la sicurezza stradale e ridurre gli incidenti.

Nella percezione di molti automobilisti, però, questi dispositivi stanno assumendo sempre più il ruolo di una vera e propria “macchina per fare cassa” per i Comuni.

Il punto più controverso riguarda la durata della luce gialla

Secondo numerosi automobilisti, in diversi incroci il tempo del giallo sarebbe troppo breve per consentire una frenata sicura, soprattutto quando si arriva a velocità consentita e ci si trova troppo vicini alla linea di arresto per fermarsi senza rischi.

In queste situazioni l’automobilista si trova di fronte a un dilemma: frenare bruscamente, con il rischio di tamponamenti, oppure proseguire e finire fotografato dalla telecamera pochi istanti dopo lo scatto del rosso.

È proprio su questa “zona grigia” che si concentrano molte critiche

Secondo i detrattori, alcuni impianti sarebbero programmati in modo tale da aumentare la probabilità di infrazione, trasformando di fatto il sistema in una fonte di entrate costante per le amministrazioni locali.

Le multe per il passaggio con il rosso, infatti, sono tra le più salate previste dal codice della strada e comportano anche la decurtazione di punti dalla patente.

Un altro aspetto che alimenta polemiche riguarda i controlli sui dispositivi.

I cittadini chiedono maggiore trasparenza: i semafori con telecamera devono essere omologati, tarati correttamente e sottoposti a verifiche periodiche.

Tuttavia, secondo alcune associazioni di automobilisti, i controlli non sarebbero sempre chiari o facilmente verificabili. Questo alimenta il sospetto che non tutti gli impianti siano sottoposti alla necessaria manutenzione e certificazione.

A queste critiche se ne aggiunge un’altra, sempre più frequente: la collocazione di alcuni impianti su strade che si trovano a chilometri di distanza dal centro abitato.

In diversi casi i semafori con telecamera sono installati su tratti di strada dove il Comune ha sì la competenza amministrativa, ma che di fatto sono lontani dal tessuto urbano e dal traffico cittadino.

Questo porta molti automobilisti a chiedersi se tali installazioni rispondano realmente a esigenze di sicurezza locale oppure se siano scelte legate principalmente alla possibilità di elevare sanzioni su strade molto trafficate.

Le amministrazioni locali, dal canto loro, difendono l’utilizzo di questi sistemi

I dati mostrano che negli incroci monitorati le violazioni tendono a diminuire nel tempo e che il numero di incidenti può ridursi sensibilmente.

L’obiettivo dichiarato resta quello di migliorare la sicurezza e scoraggiare comportamenti pericolosi.

Il nodo, quindi, è trovare un equilibrio tra sicurezza e percezione di equità. Per evitare che questi strumenti vengano visti solo come strumenti di incasso, servirebbero regole più trasparenti: tempi del giallo adeguati e pubblici, verifiche tecniche periodiche facilmente consultabili e segnalazioni chiare della presenza delle telecamere.

Solo con maggiore chiarezza e controlli rigorosi sarà possibile dissipare il sospetto, diffuso tra molti automobilisti, che dietro alcuni semafori con telecamera si nasconda più un interesse economico che un reale intento di prevenzione.

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