La stagione 2025-26 dellaLaziocontinua a consegnare brutte figure e ad alimentare tensioni e malumori tra tifosi e addetti ai lavori.
Dopo un altro passo falso, l’ennesimo questa volta contro ilTorino, il dibattito attorno al gioco della squadra e alla guida tecnica diMaurizio Sarrinon accenna a placarsi.
Statisticamente, il rendimento offensivo biancoceleste è fonte di grande frustrazione.
Pur producendo una media di circa3,73 calci d’angolo a partita, (106 calci d’angolo battuti in Serie A da inizio stagione), la Lazio è tra le squadre con più occasioni da fermo create in Serie Asenza riuscire a trasformarne nemmeno una in gol su calci piazzati.Un dato che dimostra a tutto tondo un crollo tecnico tattico di una preparazione iniziata male complice un mercato bloccato ed errori societari.
A questi numeri si aggiungonosolo 26 gol segnati in altrettante gare di campionato, che pongono la Lazio nella parte bassa della classifica degli attacchi del torneo e riflettono una difficoltà cronica nel finalizzare le azioni offensive.
Le prestazioni nelle singole partite confermano questa tendenza sotto tono: contro il Torino nel più recente confronto, i biancocelesti hanno prodotto16 tiri contro 7 degli avversarie segnato una sola rete, ma restano lontani da un gioco verticale e incisivo.
Società, allenatore e giocatori…tutti responsabili
Ormai le critiche verso il gioco, l’allenatore, i giocatori e la società vertono solo sigli stessi argomenti, come per esempio la palla giocata sistematicamente all’indietro, la lentezza nella costruzione e l’incapacità di tradurre i calci piazzati in minacce vere per la porta avversaria sono diventati oggetto di sarcasmo e rabbia.
Vedere continui passaggi non incisivi e poche conclusioni degne di nota è “un’offesa al calcio”e denota una squadra incapace di reagire se non negli ultimissimi minuti della partita.
Il rammarico è amplificato da una classifica che, per un club ultracentenario come la Lazio è disastrosa e non rispecchia le ambizioni europee di un club abituato ad altri standard.
La media reti di poco superiore a1 a partitae i numeri del reparto offensivo, che non superano quella soglia, testimoniano una squadrain cerca di identità e continuità.
In un momento dove la contestazione dei tifosi verso la società, dovrebbe far riflettere anche il reparto tecnico, come l’allenatore e gli stessi giocatori, quello che si percepisce all’esterno è una remissione al gioco e alla voglia di consegnare certezze…che ormai non ci sono più.
Maurizio Sarri che doveva essere un punto fermo, si sta dimostrando l’ago della bilancia in negativo
Il tecnico Sarri è il bersaglio principale delle critiche: per molti non basta l’esperienza, oggi manca unastrategia offensiva convincente e un’indole propositivain campo.
In un campionato competitivo dove le squadre prosperano su ritmo, idee e dinamismo, la Lazio di Sarri sembra incagliata nelle sue contraddizioni.
Solo la Coppa Italia può salvare una stagione fallimentare come quella corrente. I numeri non mentono: l’equilibrio tattico difensivo può essere solido, ma senza idee offensive chiare e senza sfruttare le occasioni da fermo, la squadra rischia di rimanereirritante come sentire digrignare i denti, più frustrazione che spettacolo.
Articolo a cura diStefano Ghezzi – SportPress24.com