Al Teatro Sistina l’emozionante Musical “Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”

“IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA”

Dal film che ha commosso l’Italia

il nuovo Musical diretto da Massimo Romeo Piparo

in scena al Teatro Sistina da venerdì 20 febbraio

La storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo, approda per la prima volta a teatro.

Da venerdì 20 febbraio il Teatro Sistina ospita, in prima assoluta, il musical Il ragazzo dai pantaloni rosa, diretto da Massimo Romeo Piparo, che firma anche l’adattamento insieme a Roberto Proia, sceneggiatore dell’omonimo film di grande successo.

Lo spettacolo è un juke-box musical interamente italiano, costruito su una selezione di celebri brani pop-rock che accompagnano e amplificano il racconto, rendendolo più leggero ed evocativo pur affrontando un tema di grande delicatezza.

Al centro della playlist, scelta da Piparo, spicca Canta ancora di Arisa, premiata ai Nastri d’Argento, insieme a numerosi altri successi arrangiati per l’occasione dal maestro Emanuele Friello, che dirige anche l’orchestra dal vivo.

A interpretare Andrea è Samuele Carrino, già protagonista del film, affiancato da Rossella Brescia nel ruolo della madre, Sara Ciocca e da un cast corale che dà voce a tutte le figure chiave della vicenda

La regia punta sulle emozioni e sulla forza della musica per trasmettere un messaggio di alto valore sociale, rivolto a ragazzi, famiglie, educatori e istituzioni.

Il musical nasce sulla scia del successo cinematografico del film, rimasto per oltre un mese nella top ten di Netflix e destinato anche a un remake americano

Un percorso di sensibilizzazione che continua ora a teatro, con l’obiettivo di denunciare il fenomeno del bullismo e allo stesso tempo guardare al futuro con consapevolezza, fiducia e speranza.

Il commovente racconto di una vicenda che riguarda tutti, ragazzi, famiglie, educatori, istituzioni, mira a raggiungere il cuore degli spettatori e a stimolare una riflessione profonda attraverso l’arte, la bellezza e la musica, non solo per denunciare un fenomeno purtroppo ancora dilagante, ma anche per guardare al futuro con rinnovata fiducia e speranza.

LE PAROLE DI MASSIMO ROMEO PIPARO

“Spesso il lavoro di noi creativi e comunicatori si scontra con l’aderenza alla realtà che ci circonda. 

Ma il valore più grande che ha il Teatro è quello di fare da specchio alla società per far riflettere le spettatrici e gli spettatori nelle loro virtù e debolezze.

Ecco che ogni tanto, nel grande mare dell’intrattenimento dal vivo, a volte tempestoso ma spesso piatto e schifosamente calmo, puntare la barra del timone su un’isola felice diventa vitale.

Il ragazzo dai pantaloni rosa diventa per me una pietra miliare non solo una tappa di un percorso bensì l’approdo a una forma di creatività tout court che mi ha spinto a immaginare un intero spettacolo partendo da una forma di racconto totalmente diversa e lontana dal musical (il film cinematografico) per approdare ad un esempio di vero e proprio juke-box musical grazie alle “lezioni” che ho potuto ricevere sul campo cimentandomi in passato con capolavori come Mamma Mia!, We will rock you o il recentissimo Moulin Rouge! Il Musical.

Ho apprezzato moltissimo la forza dirompente con cui Teresa Manes, la mamma del ragazzo a cui il nostro racconto si ispira, ha voluto fortemente regalarci la sua dolorosissima esperienza: da genitore, credo che non esista un dolore più dilaniante di questo

E ho altresì ammirato la chiave di racconto che ha scelto Roberto Proia nella sua sceneggiatura affinché di questa tragedia emergesse l’aspetto più luminoso, se mai si potesse ipotizzarne uno, che è la voglia di guardare avanti saltando il mero tragico episodio per evidenziarne le cause che lo hanno preceduto.

Nel contribuire umilmente al racconto attraverso un’opera ancora più evoluta, perché comprensiva anche della musica, linguaggio universale che coinvolge e unisce. ho addirittura voluto riportare idealmente Andrea “tra noi” nella veste di narratore, una sorta di “voce del pensiero” tipo “se oggi fossi ancora qui…”, rendendo più leggero il racconto nella speranza che arrivi il messaggio che il sacrificio di Andrea possa non essere vano ma riesca a far fermare gli adolescenti per un paio d’ore a pensare quanto sarebbe bello se tutti rispettassimo l’individualità degli altri senza affrettati giudizi e senza quella maledetta, tremenda, aberrante ricerca delle pecorelle contro cui farsi leoni.”

Articolo a cura di Deborah Formati – SportPress24.com 

 

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