Genoa, De Rossi: “Abbiamo giocato alla pari, c’è rammarico”

Il Genoa esce dallo Stadio Olimpico a mani vuote. Un partita al cardiopalma che si tramuta in beffa finale per gli uomini di De Rossi, che dopo esser andati sotto di due reti, si son resi protagonisti di una rimonta stoica.

Quest’ultima, vanificata definitivamente dal rigore in extremis calciato da Cataldi, che ha permesso alla Lazio di strappare tre punti importanti.

GENOA, LA CONFERENZA STAMPA DI DE ROSSI POST-LAZIO 

“Accettiamo la sconfitta. Il rammarico c’è ma c’è la lucidità di analizzare le partite. Oggi abbiamo giocato alla pari, se non meglio della Lazio. Torniamo a perdere punti praticamente al 100esimo minuto dopo Atalanta e Milan ma il calcio è questo. Dovremo lavorare tanto sulla maniera di stare in campo. Mi fido dei ragazzi, anche oggi: abbiamo fatto il 2-2 e siamo tornati a centrocampo. A parte l’ultimo episodio l’avremmo portata a casa meritatamente. Sono soddisfatto oggi, più di domenica scorsa. I ragazzi erano molto abbattuti negli spogliatoi per questo epilogo.

Cerco di essere amico dei giocatori e di aiutarli, non posso accontentarli tutti facendoli giocare, ma gli sto vicino e cerco di essere loro amico. Ne mando in panchina 15, ma mi sto trovando bene a livello umano. Non ho mai avuto problemi alla Spal, alla Roma e qui al Genoa. Non sono cambiato moltissimo, in panchina cerco di essere un pochino più calmo a livello verbale rispetto al campo, negli ultimi anni dirigevo il gioco. Con un po’ più di tempo potrò dire molte più cose che dovrò cambiare, ma non voglio cambiare troppo e non voglio che questo lavoro mi cambi. Amo questo lavoro, anche in queste serate agrodolci.

Ho scambiato due parole con Sarri, ci siamo detti che c’erano più spettatori a Figline-Ostiamare rispetto a oggi. Ho seguito Sarri con grande passione, cosa ha fatto in quegli anni tra Empoli e Napoli rimane qualcosa di molto bello, è un allenatore con cui si può parlare di calcio. È una persona che dice quello che pensa e quello che sente, mi sembra una persona vera con i suoi spigoli. lo ho iniziato a giocare quando la vera grande Lazio stava finendo, era alla fine di un ciclo pazzescho con i vari Veron, Nesta, Stankovic e Mihajlovic, quella era la più forte anche se l’ho affrontata per poco tempo. Non sono d’accordo che questa sia una Lazio estremamente povera, Isaksen, Cancellieri, Pedro, Maldini e Zaccagni sono fastidiosi da affrontare”.

Articolo a cura di Alessio Giordano – SportPress24.com 

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