Il prossimo impegno di UEFA Champions League del Chelsea potrebbe non disputarsi nella sua casa tradizionale di Stamford Bridge.
Secondo diverse fonti giornalistiche, i Blues rischiano di essere costretti a giocare il loro match di ottavi in un *stadio neutro* a causa di una regola poco conosciuta dell’UEFA.
La normativa in questione vieta infatti che più partite della Champions League si svolgano nella stessa città nella stessa serata: l’obiettivo è garantire una gestione adeguata dell’ordine pubblico e delle forze di sicurezza locali.
Nel caso di Chelsea, il club londinese ha chiuso la fase a gironi al sesto posto e si qualifica per gli ottavi.
Tuttavia Arsenal e Tottenham, che hanno ottenuto piazzamenti più alti nella league phase, hanno priorità sulle date disponibili (17 e 18 marzo) per i loro incontri casalinghi.
Di conseguenza, se le partite dovessero cadere nella stessa serata, l’UEFA potrebbe applicare la regola che impone alle squadre con ranking più basso di giocare il “match casalingo” in un’altra città, fuori dal raggio di 30 miglia (circa 50 km).
Senza un nulla osta speciale delle autorità locali di Londra o una deroga da parte dell’UEFA, Stamford Bridge rischierebbe così di perdere la gara casalinga, trasformandola in una partita su terreno neutro.
Il Chelsea ha comunque alcune possibilità di aggirare il problema: potrebbe chiedere di invertire l’ordine delle partite, giocando la prima in casa e la seconda fuori, oppure provare a spostare l’incontro a giovedì, quando non ci sono altri incontri europei programmati.
Una decisione definitiva non è ancora stata presa, ma il tema è al centro delle discussioni tra club, autorità inglesi e UEFA in vista dei sorteggi e dell’inizio della fase a eliminazione diretta.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com