Matteo Berrettini e Flavio Cobolli battono la Spagna in finale e sono TRE (consecutive)!
Flavio Cobolli rimonta un set di svantaggio a Munar, riprende per i capelli una partita che sembrava persa e conquista il punto del 2-0 contro la Spagna: la Coppa Davis va all’Italia, per il terzo anno consecutivo, il primo senza Sinner. Alla Fiera di Bologna, con la cornice di 10mila spettatori in estasi, è grande festa azzurra. Dopo la vittoria di Berrettini su Carreno Busta, l’amico Flavio ha fatto il bis (1-6 7-6 7-5 il punteggio), come era accaduto nei quarti con l’Austria e in semifinale con il Belgio.
L’Italia è campione Davis per il terzo anno di fila! Cobolli tiene con certezza il break, freddo e lucido, Munar quasi non ne ha più, e cede per primo negli scambi. 1-6 7-6 7-5 è il punteggio finale
La partita di Cobolli
Nell’unico precedente, meno di due mesi fa nel Masters 1000 di Shanghai, aveva vinto a sorpresa Munar in due set (7-5 6-1). Condizioni completamente differenti, per il clima torrido in Cina e, soprattutto, per l’atmosfera di Bologna che offre a Flavio sostegno e motivazioni.
Ma il peso della pressione è superiore e provoca un effetto shock. Munar, invece, è in una di quelle giornate in cui tutto va a meraviglia: altissimo rendimento al servizio, vincenti che si stampano sulle righe, gambe con le molle che gli consentono di arrivare ovunque. Proprio grazie a un prodigioso recupero, su un punto che sembrava perso, lo spagnolo costruisce il primo break portandosi sul 2-0.
Munar è in fiducia, usa anche la variante del serve and volley, in battuta concede pochissimo. E piazza un altro break per il 4-0: di fronte c’è un Cobolli impietrito, che mette dentro una prima su tre nei primi due turni di battuta. L’azzurro prova a rientrare in partita nel quinto game, però non riesce a sfruttare le cinque palle break, anche perché l’avversario piazza altrettante prime di servizio.
A Munar non viene il “braccino” nemmeno quando serve per il primo set: zero punti concessi a Cobolli, già proiettato al secondo set, ed ecco materializzarsi un sonoro 6-1 in 34 minuti. Il problema, per Flavio, che la musica non cambia nel secondo parziale. Cobolli continua a sbagliare tanto, sparacchia un dritto e subisce subito il break.
Se lo riprende nel game successivo – un game interrotto per una decina di minuti per il malore di uno spettatore in tribuna – alla terza occasione, grazie a un nastro benevolo che rende ingiocabile un’incerta volée. Flavio prende finalmente coraggio, mostra quell’aggressività che per tutto il primo set era mancata e si porta per la prima volta avanti nel punteggio: 2-1.
Adesso è tutto un altro Cobolli: funziona anche l’arma del rovescio lungolinea, con cui incamera un paio di preziosi vincenti. Allo stesso tempo, il livello dello spagnolo n.36 del ranking – straordinario per i primi 40 minuti – cala un po’. Il risultato è un equilibrio sottile. Appena può, Flavio attacca e cerca la via della rete. Munar non molla e arriva ovunque: sul 6-5 per Cobolli, annulla quattro set point appoggiandosi alle prime di servizio.
Si va al tie break: il romano aziona il turbo dritto e piega la resistenza dell’avversario, che cancella altri due set point con il servizio, ma poi deve arrendersi (7-5). Tutto rimandato al terzo set. Entrambi concedono pochissimo nei rispettivi turni di battuta fino al 5-5. Munar si disunisce, Cobolli si prende il break decisivo, per poi chiudere 7-5.
Berrettini piega Carreno e conquista il primo punto della finale
Meno uno. Meno uno dalla terza Coppa Davis consecutiva. L’Italia è a un passo dallo scrivere la storia della competizione: nessuna nazione ha mai conquistato tre trofei di fila da quando, nel 1971, è stato abolito il Challenge Round che ammetteva i campioni in carica direttamente alla finale; in assoluto, gli ultimi a riuscirci sono stati gli Stati Uniti, con la cinquina dal 1968 al 1972. Matteo Berrettini si è aggiudicato il primo singolare della sfida con la Spagna: 6-3 6-4 contro Pablo Carreno Busta in un’ora e 18 minuti.
La classifica Atp lo vedeva leggermente favorito (n.56 contro n.89), ma anche l’iberico è stato un top ten e conosce il peso specifico di una partita come questa. E poi, in Davis, il ranking passa in secondo piano. La verità è che Matteo, nonostante gli acciacchi, non ha mai deluso in Nazionale. E non ha deluso nemmeno stavolta: tre vittorie su tre nella Final 8, undicesima consecutiva in singolare.
La partita di Matteo Berrettini
I precedenti tra i due erano in parità: 1-1. Entrambi i match risalivano al 2022: Berrettini vinse all’Australian Open, Carreno Busta a Montreal. A Bologna si gioca indoor e il servizio è ancora più importante. Matteo, contrariamente alle abitudini, non trova facilmente la prima (63% in tutto l’incontro), ma riesce a ottenere un’alta percentuale di punti con la seconda (70%) e resta agganciato all’avversario senza concedere palle break.
Sul 4-3 per lui, la svolta. Matteo aggredisce Carreno Busta in risposta e vola 0-40: due servizi vincenti, poi alla terza occasione l’azzurro va a rete a prendersi il break. È il break che decide il primo set perché Matteo tiene il successivo turno di battuta a zero e firma il 6-3. Nel secondo parziale c’è subito la chance di andare in fuga. Anzi due.
Ma lo spagnolo si salva con un ace, e nell’altra palla break è Berrettini a sbagliare un dritto in contropiede dopo essersi aperto il campo.
L’incontro segue l’ordine dei servizi fino al 4-4. Anche nel secondo set, quando la pallina scotta, emerge tutto il carattere del romano che si procura tre palle break e converte la seconda con una super risposta di dritto.
Servendo per il match, Matteo non si scompone difendendo la battuta a zero.
Senza Jannik Sinner!
Anche senza Lorenzo Musetti!
Anche contro la Spagna!
Siamo noi i Campioni del Mondo!
Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com