L’etica prima di tutto: il codice deontologico del giornalista nel verificare una notizia

Nel mondo dell’informazione istantanea, dove una notizia può fare il giro del mondo in pochi secondi, il compito del giornalista non è mai stato così delicato.

Il codice deontologico della professione giornalistica rappresenta il faro che guida ogni professionista dell’informazione verso un obiettivo imprescindibile: la verità dei fatti.

Verificare sempre la fonte è il primo imperativo

Ogni notizia deve provenire da una fonte attendibile, riconoscibile e, se possibile, diretta. Nel caso in cui la fonte sia anonima o non ufficiale, è dovere del giornalista incrociare i dati con altri riscontri, evitando di costruire una narrazione basata su presunzioni o sentito dire.

Il rischio, sempre più diffuso, è di diffondere fake news, notizie false che possono danneggiare la reputazione di persone, istituzioni o influenzare l’opinione pubblica.

Il Testo unico dei doveri del giornalista, redatto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, è molto chiaro in merito:

“Il giornalista rispetta la verità sostanziale dei fatti osservati, sempre e comunque, e non pubblica notizie non verificate o verosimilmente false”

Questo significa che la velocità non può mai sostituire la correttezza

Anche il diritto di rettifica è un pilastro etico: se una notizia rivelatasi errata viene pubblicata, il giornalista ha l’obbligo morale e professionale di correggerla tempestivamente, con la stessa visibilità e rilievo della notizia originale.

Infine, un giornalista deontologicamente corretto non strumentalizza le informazioni per fini personali o per compiacere interessi economici o politici.

Il suo unico interesse deve essere quello del pubblico diritto a essere informato correttamente, con equilibrio, chiarezza e completezza.

In un’epoca dominata dalla viralità, il vero giornalismo si distingue ancora per una cosa semplice, ma potente: il rispetto della verità e del lettore.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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