Serie A – Si prepara la storia con Milan–Como, la prima partita di campionato italiano disputata all’estero, prevista per il 7 o 8 febbraio 2026 a Perth, in Australia. Ma mentre la macchina organizzativa avanza spedita, non mancano le polemiche
Serie A in Australia, cresce il dibattito. De Siervo difende la scelta: “Serve coraggio per diventare una Lega globale”
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato la decisione sottolineando sia il valore strategico dell’iniziativa che il rischio di allontanare il calcio dai suoi protagonisti più autentici: i tifosi.
“Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione – ha dichiarato Abodi durante il Premio De Sanctis –. È un’iniziativa che può essere valorizzata, ma non possiamo dimenticare chi ama il calcio da vicino. Manca il rispetto per i sostenitori, perché lo spettacolo calcistico assume valore quando c’è il proprio pubblico”.
De Siervo: “Serve coraggio, la FIFA non può impedirlo”
Il progetto di portare la Serie A in Australia è fortemente sostenuto dal CEO della Lega Serie A, Luigi De Siervo, che in un’intervista a Cronache di spogliatoio ha difeso la scelta:
“Una gara su 380 è un sacrificio minimo, lo 0,26% del campionato. Se vogliamo diventare una Lega internazionale dobbiamo avere il coraggio di fare scelte impopolari. Le grandi leghe americane lo fanno da anni”.
Conferma autorizzazioni
De Siervo ha confermato che la Lega ha già ottenuto 5 delle 7 autorizzazioni necessarie: via libera dalla FIGC, dalla UEFA, dalla Football Australia e dalle due società coinvolte, Milan e Como.
“Ora mancano solo le approvazioni dell’AFC e della FIFA – ha spiegato –. Non ci sono motivi tecnici per impedirlo, e tra cinque anni questa partita sembrerà una normalità”.
L’ok dell’Australia e gli ultimi passaggi
La Federcalcio australiana ha espresso parere favorevole all’evento, sottolineando in una lettera inviata alla vicepremier Rita Saffioti che una parte dei ricavi sarà destinata a progetti calcistici locali. L’obiettivo è lasciare un’eredità concreta sul territorio e coinvolgere le comunità sportive di Perth.
L’ultima parola spetta ora alla Confederazione calcistica asiatica (AFC) e alla FIFA di Gianni Infantino, chiamate a pronunciarsi entro novembre.
Le reazioni di giocatori e allenatori
Non tutti, però, sono entusiasti. Maignan, Rabiot, Allegri e Fabregas hanno espresso dubbi sulla trasferta di 20 ore per una partita di campionato. Le preoccupazioni riguardano la stanchezza dei giocatori e il rispetto dei tifosi italiani che si vedranno privati di un big match.
Un test per il futuro del calcio italiano
Milan–Como a Perth rappresenta un esperimento destinato a fare scuola. Se l’evento dovesse avere successo, la Serie A potrebbe replicare il format anche in altri continenti, aprendo la strada a un campionato sempre più globale.
Un’occasione storica, ma anche un banco di prova: tra business e tradizione, il calcio italiano dovrà trovare il giusto equilibrio per non perdere la propria anima.
Articolo a cura di Rebecca Olivieri – SportPress24.com