Arbitri e VAR, ormai il Calcio lo gestiscono loro e la farsa continua

Altro giro altra corsa… ovvero altra partita, altro errore arbitrale e del VAR. Inter-Lazio di Coppa Italia termina tra le polemiche nonostante la vittoria dei nerazzurri.

L’Inter troverà in semifinale il Milan in un Derby che già si preannuncia infuocato. Ma come ci è arrivata l’Inter di Simone Inzaghi in quello che sarà ormai denominato il Derby d’Italia?

Nella partita contro la Lazio, i nerazzurri non hanno dominato sul campo, a differenza della partita di campionato vista allo Stadio Olimpico.

L’Arbitro e il VAR ci hanno messo del loro e, scusate l’aforismo, potevano farne anche a meno visto che la squadra di inzaghi non ha certo bisogno degli aiuti arbitrali.

Casi clamorosi in Inter-Lazio, il gol di Arnautovic andava annullato

Ci sono tre situazioni da attenzionare sul gol di Arnautovic che, in un verso (meno grave) o l’altro (decisamente più evidente) doveva essere annullato: poco prima del tiro, infatti, Dumfries trattiene Rovella per il braccio sinistro, probabilmente il giocatore biancoceleste non sarebbe arrivato a contrastare il tiro, ma l’infrazione c’è (non si può trattenere un giocatore).

Non solo, ma al momento del tiro, De Vrij, che è in fuorigioco, oltre Luca Pellegrini, è sulla LOV (Line Of Vision, linea di visione) fra il pallone e il portiere Mandas, che infatti si sposta verso la sua destra mentre il pallone va proprio dall’altra parte (un’aggravante).

Ad aggravare la situazione, c’è anche il pestone di Di Marco su Pellegrini non sanzionato dall’arbitro, che avrebbe decretato un penalty per i biancocelesti.

Poco prima, al 33° Isaksen viene ammonito per simulazione quando invece è palese un fallo subito e il forte contatto da parte dell’avversario.

Sviste gravi in campo da parte degli arbitri, più gravi al VAR

Scontro Pellegrini-Di Marco
Scontro Pellegrini-Di Marco

L’atteggiamento arbitrale è al quanto discutibile, ma molto di più quello del VAR che, con tutta la tecnologia a disposizione, continua a consegnare errori clamorosi e da principianti.

Una volta senza il VAR in campo, si poteva pensare all’errore umano, alla buona fede degli arbitri oppure alla stessa assenza della moviola.

Adesso no! E’ tutto diverso, parliamo di errore premeditato, alla mala fede e al potere concesso a persone umane di indirizzare uno spettacolo che una volta era più sincero e in un certo senso, più innocente.

In tempi già sospetti, si era chiamato in causa il designatore arbitrale Gianluca Rocchi il quale, nonostante il suo ‘altolà’ a Coverciano alla sua classe arbitrale e l’ammissione di colpe evidentissime, sembra di fatto impotente di fronte a cotanta incompetenza dietro a dei monitor.

Eppure servirebbe veramente poco per risolvere il problema, volere è potere diceva qualcuno che era bravo…

Ci spiace dirlo e confermarlo, anche la Coppa Italia è vittima di questo sistema, che ancora una volta condiziona e determina un risultato.

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com 

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