Serie A: il Genoa blocca la vecchia signora, le pagelle

Il Genoa rallenta la corsa al primo posto per la Juve, pareggio al Ferraris, risultato valido per la 16°giornata del campionato italiano di Serie A.

I Bianconeri in vantaggio dopo la prima fazione di gioco, a sboccare il risultato è stato Enrico Chiesa che al 28′, prima si guadagna un il calcio di rigore, dopo essere stato travolto da Martinez, poi lo realizza spiazzando il portiere genoano.

Il Genoa comunque prova a mettere in difficolta gli uomini di Allegri, soprattutto nel finale del primo tempo con una buona occasione per Gudmundsson che, sul pressing di Kostic, ha lisciato il pallone dal dischetto di rigore.

Non spreca la seconda possibilità che arriva al 48′ minuto con la rete del pareggio proprio da parte di Gudmundsson!

Tocco di punta di Frendrup verso il centro dell’area ove Ekuban la stoppa di spalla e serve l’attaccante che in spaccata anticipa l’uscita del numero 1 della Juve e la mette in rete.

Il Genoa ferma la Juve che non riesce dunque a sorpassare l’Inter restando a secondo posto, i rossoblu staccano un ulteriore punto dalla zona retrocessione, mettendo ora Empoli e Udinese a sei distanze.

LE PAGELLE DI GENOA-JUVENTUS

GENOA

Josep MARTINEZ 6,5 – Una parata decisiva nel finale, di puro istinto, che evita l’ennesima beffa nel recupero (o quasi) al Grifone.
Mattia BANI 6,5 – Tiene bene botta su Vlahovic, che in sostanza non gli crea mai pericoli. Rischia in area con quella mano larga, ma né Massa né al VAR lo reputano colpevole.
Radu DRAGUSIN 6,5 – Anche la sua è una partita positiva, attenta ma anche tignosa quando c’è da dire qualcosa a qualcuno.
Koni DE WINTER 6 – Un po’ troppo timido in avvio, fatica con qualche giocata brillante di Cambiaso. Ma è comunque sufficiente.
Stefano SABELLI 6 – Buona spinta sulla destra, dove con costanza si fa vedere in entrambe le fasi. Dall’84 Alessandro VOGLIACCO – sv.
Ruslan MALINOVSKYI 5,5 – Ben controllato da una Juve che temeva eccome il suo sinistro – 4 gol in 6 incroci coi bianconeri prima di oggi – l’ucraino questa sera combina poco, accendendosi solo a intermittenza.
Milan BADELJ 5 – La sua non sarebbe nemmeno una partita negativa – anzi – ma è viziata dal grave errore che consegna palla a Vlahovic per il facile assist che porta al rigore di Chiesa.
Morten FRENDRUP 6 – Tanta corsa, tanta grinta e tanta disponibilità al sacrificio da mettere lì al servizio della squadra.
Johan VASQUEZ 5,5 – Fatica un po’ dal punto di vista difensivo, dove è costretto agli straordinari. Gilardino così nella ripresa decide di giocarsela in un altro modo e diventa lui il sacrificato. Dal 46’ Caleb EKUBAN 6,5 – Entra in campo col piglio giusto, con la carica e la voglia di fare che servono in queste partite. Ed è subito decisivo con l’assist a Gudmundsson.
Junior MESSIAS 6 – Una partita senza infamia e senza particolari lodi. Dal punto di vista offensivo forse ci si aspetterebbe qualche giocata in più, ma difensivamente poi è chiamato a giocare a tutta fascia nella ripresa e porta a casa la pagnotta.
Albert GUDMUNDSSON 7 – L’anima tecnica di questo Genoa, che alle giocate dell’islandese si appoggia quando vuole provare a creare qualcosa. Puntuale sotto porta, ma al di là del gol è sempre presente nella partita. Davvero un bel giocatore.
All. Alberto GILARDINO 6,5 – Il suo Genoa gioca un match attento e coraggioso. Nel primo parziale va sotto di fatto per l’errore di un singolo; e Gilardino all’intervallo decide di prendersi i suoi rischi andando con la punta e stravolgendo un po’ uno scacchiere che dal punto di vista tattico aveva comunque funzionato bene. Mossa coraggiosa e che paga subito. Dal pareggio in poi, ai punti, sono probabilmente i padroni di casa ad aver fatto qualcosa in più. Insomma: promosso.

JUVENTUS

Wojciech SZCZESNY 6 – Incolpevole sul gol, chiamato in causa in realtà poche altre volte.
Federico GATTI 6 – Pasticca in un paio di situazioni di controllo o uscita palla – entrambe nel primo tempo – ma non commette errori clamorosi e alla fine la sua partita è sufficiente.
BREMER 6 – Preciso nei compiti di copertura, con i piedi ogni tanto incespica ancora, non riuscendo nell’uscita palla pulita. Nel finale si trova addosso la palla della vittoria: non poteva però far di più, gli sbuca davvero all’ultimo. Sarebbe servito l’istinto del bomber… Cosa che Bremer, evidentemente, non è.
DANILO 6,5 – Il migliore della linea difensiva. Decisivo in un paio di situazioni, gioca un match molto attento e di livello.
Andrea CAMBIASO 7 – Il migliore tra i bianconeri insieme a Chiesa. Perché se è vero che quest’ultimo si conquista il rigore e poi lo trasforma, Cambiaso è però una spina nel fianco sulla sinistra del Genoa. Una continua proposta offensiva, unita poi a un’instancabile rientro difensivo quando è spostato dall’altro lato di campo. Dall’88’ YILDIZ – sv.
Weston MCKENNIE 6,5 – A proposito di generosità, anche oggi il texano è l’uomo jolly di una Juve a cui mancherà si un po’ di idea e di qualità, ma non certo cuore e ossigeno.
Manuel LOCATELLI 5,5 – Fatica a trovare le imbucate giuste di fronte a una Juve abbastanza prevedibile e a un Genoa ben messo in campo.
Fabio MIRETTI 5 – Poco spazio, poco coinvolto, poco incisivo. Partita negativa, poco altro da aggiungere. L’assenza di Rabiot, insomma, si è sentita. Dal 73’ Samuel ILING-JUNIOR 5,5 – Fatica a entrare in partita. Anche perché gioca fuori posizione.
Filip KOSTIC 5 – Si vede davvero poco a sinistra, dove la Juve in sostanza non sfonda mai. Dal 68’ Tim WEAH 5,5 – Il suo ingresso non porta la spinta di cui la Juve avrebbe bisogno, anche perché dopo il gol del pareggio ci prova più che altro il Genoa…
Federico CHIESA 7 – L’uomo da cui alla fine pendono tutte le trame offensive dei bianconeri. E’ lui quello a provarci di più; ed è lui – non a caso – a conquistarsi e trasformare il rigore. E’ un Chiesa di nuovo attivo, reattivo, propositivo. Un giocatore in crescita. Anche in una serata alla fine non indimenticabile per la sua squadra.
Dusan VLAHOVIC 6 – Il lavoro come sempre non è dei più semplici per uno che fa la punta in una Juventus che crea poco, ma sull’occasione buona spara comunque fuori dallo stadio. Si redime un po’ con la giocata che porta al rigore di Chiesa. Dal 68’ Arek MILIK 5,5 – Si prende un giallo dopo un minuto in campo. E, al di là di quello, non combina altro.
All. Massimiliano ALLEGRI 6 – A volte si vince, altre no. Con questa filosofia Allegri ha fin qui raccolto probabilmente più di quanto effettivamente seminato, se non altro dal punto di vista che solitamente gli viene contestato, ossia quello del ‘gioco’. Ma alla fine questa di Marassi non è una Juventus molto differente da quelle che hanno battuto il Napoli settimana scorsa, da quelle che hanno vinto a Monza nel recupero, da quelle che hanno battuto il Lecce di misura o il Verona, o il Cagliari di nuovo soffrendo in casa. Insomma: la Juventus è questa cosa qui. Nulla di più, nulla di meno. La differenza è che stavolta trova il pari e gli episodi non gli girano tutti per il verso giusto.

Foto da Twitter – Articolo a cura di Guglielmi Dario – Sportpress24.com

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