Juventus, accettato il patteggiamento per la manovra stipendi

Una vicenda che sembra quasi essere al termine, quella legata alla Juventus e allo scandalo della manovra stipendi. Sebbene siano arrivati i -10 punti di penalizzazione in classifica, nella giornata odierna è andata in scena presso il Tribunale Federale FIGC, un ulteriore udienza.

Quest’ultima, avrebbe potuto infliggere una punizione più severa, escludendo definitivamente i bianconeri dalla partecipazione alle coppe europee nel prossimo anno. E ciò non è arrivato, bensì, la decisione della Procura è stata quella di patteggiare con un’ammenda di ben 718.240 euro. Di cui, 47.000 a Fabio Paratici, 35.250 per Pavel Nedved, 32.500 per Federico Cherubini, 18.500 per Cesare Gabasio, 15.000 per Paolo Morganti, 11.750 per Giovanni Manna e 10.000 per Stefano Braghin. Mentre, per l’ex patron Andrea Agnelli, ci sarà un nuovo processo il prossimo 15 giugno.

Una rinuncia ad altri ricorsi ma che porterà comunque la Juventus, a disputare con la sua settima posizione almeno la Conference League, nell’annata 2023-2024. Nonostante un polverone simile e delle sanzioni da spartire tra club e dirigenti coinvolti, il titolo ha effettuato un balzo in Borsa. Infatti, in quel di Piazza Affari, ha guadagnato il 7% a 0,31 euro.

LE PRIME DICHIARAZIONI

A parlare, in merito a quanto accaduto, tra i primi è stato il Presidente Federale Gabriele Gravina. Il quale, ha dichiarato: “C’è un momento per la verifica, l’accertamento e i giudizi, ma c’è anche un momento per decidere e guardare al futuro con maggior serenità, il tutto nel rispetto assoluto delle regole. Quest’ultimo atto è previsto dalle nostre norme, auspicabile e condiviso è il risultato più bello del calcio italiano per trovare un momento di serenità”. 

Non poteva neanche mancare il comunicato della compagine piemontese, diramato sui rispettivi profili social: “La Società, pur ribadendo la correttezza del proprio operato e la fondatezza delle proprie argomentazioni difensive ha ritenuto di accedere all’applicazione di sanzioni su richiesta ex art. 127 CGS nei termini sopra indicati nel miglior interesse della Società stessa, dei suoi azionisti e di tutti gli stakeholders (sia appartenenti al mondo dello sport che non)”.

La nota ufficiale, continua poi con: “La definizione di tutti i procedimenti sportivi FIGC aperti consente infatti alla Società di conseguire un risultato certo, mettendo un punto fermo e superando lo stato di tensione e instabilità che inevitabilmente discenderebbe dalla prosecuzione di contenziosi incerti negli esiti e nei tempi, permettendo inoltre al management, all’allenatore della Prima Squadra e ai giocatori di concentrarsi sull’attività sportiva ed in particolare sulla programmazione complessiva della prossima stagione (sia con riferimento alle attività sportive che per quanto attiene ai rapporti di business con gli sponsor, le altre controparti commerciali e quelle finanziarie)”.

Articolo a cura di Alessio Giordano – SportPress24.com

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