Plusvalenze Juventus, la Procura chiude il secondo filone

“La Juventus non è stata leale”

Le attese notifiche della procura federale sarebbero state ricevute – secondo quel che apprende l’agenzia ANSA – segnando un passaggio chiave nell’inchiesta relativa alla manovra stipendi e quel che ne deriva.

Come anticipato, il procuratore Chiné ha comunicato attraverso questo atto la chiusura delle indagini per le cosiddette ‘manovra stipendi, partnership e agenti’ alla Juventus contestando, tra l’altro, alla società anche la violazione del principio di lealtà sportiva (articolo 4.1) per i tre filoni di indagine.

Inchiesta Juventus, le notifiche per la manovra stipendi

La contestazione, da parte della procura federale, si va ad aggiungere alla questione plusvalenze, altra inchiesta avviata sull’onda degli atti della procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta Prisma, per la quale è previsto il 19 aprile un giudizio di legittimità del Collegio di Garanzia del Coni in merito alla penalizzazione di 15 punti inflitta nel gennaio scorso alla Juventus, facendo crollare la squadra in classifica.

L’audizione dell’avvocato di Dybala

Proviamo a riavvolgere il nastro sul tema: i pm torinesi titolari dell’inchiesta Prisma hanno depositato nuovi aggiornamenti di recente, a indicare che sono al lavoro su altri atti che meritano l’attenzione da parte della procura. Un faldone che comprende anche quanto emerso dall’audizione di Luca Ferrari, avvocato di Paulo Dybala, sentito in Procura a Torino nelle scorse settimane nell’ambito della manovra stipendi.

Il legale, durante i colloqui con i magistrati, ha confermato che il suo assistito deve ancora avere più di 3 milioni legati alla seconda manovra stipendi della Juve e chiede anche una cifra per responsabilità precontrattuale del mancato rinnovo.

Negli ultimi atti, inoltre sarebbero inclusi nuovi dettagli sulle manovre stipendi attraverso il materiale trovato dalla Guardia di Finanza: chat estrapolate dallo smartphone in uso a uno degli imputati e novità pure sulle side letter, ovvero quelle scritture private che hanno generato già risvolti importanti e che ne produrranno ancora.

La Giustizia Sportiva: attesa per il 19 aprile

Stando a quanto anticipato tempo addietro sempre dall‘ANSA, il 19 aprile alle 14.30 sarebbe fissata la seduta del Collegio di Garanzia del Coni che discuterà il ricorso del club bianconero contro la sentenza della corte federale della FIGC. La Juventus conoscerà il suo futuro allora, quando ci sarà la seduta del Collegio di Garanzia che discuterà del ricorso presentato dal club bianconero e, nella stessa occasione, saranno valutati anche i ricorsi presentati dai dirigenti che sono stati squalificati.

A presiedere il Collegio ci sarà il presidente Gabriella Palmieri. La Juventus è convinta di riuscire a ribaltare la sentenza di penalizzazione di 15 punti. Il Collegio può accogliere le richieste bianconeri in toto e dunque cancellare la penalizzazione; può respingere il ricorso e confermare la sentenza e può anche chiedere il rinvio alla Corte d’Appello della Figc per correggere eventuali vizi di forma.

La manovra stipendi e la giustizia sportiva

Passiamo al versante ingaggi: il procuratore Chiné ha concluso l’iter delle indagini e ha appunto notificato la conclusione di esse per ciò che, giornalisticamente, si è inglobata nella manovra stipendi.

Quali sono gli scenari? L’ipotesi uno è quella del patteggiamento con alcune specifiche relative alla decisione che ciò avvenga prima del deferimento, allora la sanzione può essere diminuita fino ad un massimo della metà di quella prevista nel caso in cui si procedesse in via ordinaria.

Se si opta per il patteggiamento dopo il deferimento, invece la sanzione può invece essere diminuita fino ad un massimo di un terzo.

Se si optasse per il processo ordinario, l’iter sarebbe ben diverso: si aprirebbe lo scenario più lungo: udienza, memorie, processo e poi impugnazione e così via.

Foto da Ansa – Articolo a cura di Michela Catena – SportPress24.com

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