Addio a Patrick Tambay, pilota Ferrari dopo Villeneneuve nel 1982-83

Patrick Tambay é deceduto oggi all’età di 73 anni a causa del morbo di Parkinson lasciando nello sconforto la moglie Diana, americana proveniente da una famiglia facoltosa, e i due figli: Esti, nata nel 1982 e Adrien nato nel 1991, anch’egli pilota, a cui il padre ha fatto da manager fino al 2007.

Ha corso per buona parte della sua carriera in Formula 1, diventando uno dei piloti più popolari nella prima metà degli anni ottanta e imponendosi in due Gran Premi, tra cui quello svoltosi ad Imola nel 1983, che dedicò a Gilles Villeneuve.

Nel corso della sua carriera in F1 Patrick Tambay aveva militato in otto team diversi. La sua parabola sportiva resta però legata a a due team in particolare: Renault e soprattutto Ferrari. Tambay infatti a Maranello aveva sostituito nel 1982 il compianto Gilles Villeneuve dopo la tragedia di Zolder, conquistando anche due vittorie. La prima ad Hockenheim, nel weekend del terrificante incidente che aveva spezzato gambe e carriera a Didier Pironi, sull’altra rossa. La seconda ad Imola, esattamente ad un anno di distanza dallo ‘sgarbo’ compiuto proprio da Pironi ai danni di Villeneuve. Proprio quell’impresa ha reso indimenticabile Tambay nel cuore di tutti i ferraristi.

La famiglia ha sempre vissuto tra Cannes e la Svizzera,ma possiede pure una casa ad Honolulu. Tambay era anche molto legato a Gilles Villeneuve; all’epoca era infatti l’unico amico che il francese aveva nel mondo delle corse. Dopo il decesso del canadese, Tambay ospitò per un certo periodo la famiglia del pilota presso la sua casa in Svizzera e fece da mentore a Jacques, di cui è anche padrino e con cui ha mantenuto un ottimo rapporto.

IL PASSAGGIO DALLO SCI AI MOTORI

Patrick Tambay nacque a Parigi il 25 giugno 1949 da una famiglia benestante. Fin dall’età di dieci anni si dedicò allo sport sciistico, riuscendo anche a entrare a far parte della Nazionale B francese. Nel 1970 si trasferì negli Stati Uniti, dove continuò ad allenarsi mentre compiva gli studi universitari a Boulder. Conobbe, nel frattempo, Kiki Cutter, con cui intraprese una relazione sentimentale. Lo sci, però, non lo soddisfaceva completamente e presto cominciò a cercare uno sport alternativo da praticare.

Nel 1970, partecipando all’inaugurazione del circuito Paul Ricard, rimase affascinato dal mondo dell’automobilismo e ciò lo spinse, nel 1972, a lasciare definitivamente lo sci per a partecipare al Volante Elf, che vinse al primo tentativo. Questo successo gli permise di ottenere i finanziamenti necessari per correre una stagione in Formula Renault, terminando il campionato in seconda piazza.

Nel 1974 il francese passò quindi alla Formula 2, categoria in cui corse per tre campionati. Dopo una stagione di adattamento, in cui ottenne tre quarti posti come migliori risultati, nel 1975 conquistò il suo primo successo sul circuito di Nogaro, arrivando a contendersi il secondo posto in classifica finale con il compagno di squadra Michel Leclère fino all’ultima gara, in un’annata dominata da Jacques Laffite. L’anno seguente, alla sua terza partecipazione nella categoria, venne assunto dalla Martini Racing, che disponeva del nuovo motore a 6 cilindri Renault, ed era considerato tra i favoriti per la vittoria del titolo europeo, tanto che già alla seconda gara prese la testa della classifica. Nella parte centrale di stagione, però, alcuni ritiri gli fecero perdere contatto con Jean-Pierre Jabouille e René Arnoux, che guidavano la graduatoria. Nonostante un successo ottenuto a Nogaro, concluse il campionato al terzo posto. (da Wikipedia).

CARRIERA POLITICA

A partire dal 1995, Tambay si lanciò nella carriera politica attiva, venendo eletto nelle file dell’UMP come assessore a Le Cannet. Nel 2003 fu nominato referente per la sicurezza stradale nel dipartimento delle Alpi Marittime, dichiarando di voler aumentare le ore di educazione stradale nelle scuole e di inasprire i controlli sulla vendita dei set per il potenziamento degli scooter. Nelle elezioni del 2008 e del 2013 venne nuovamente confermato nel suo incarico di consigliere nel medesimo dipartimento.

Oggi l’ex ferrarista ha completato anche la sua ultima corsa, una sfida contro una malattia dalla quale non é riuscito a vincere. Ciao Patrick e grazie per le tue gesta automobilistiche che rimarranno per sempre impresse nella memoria degli amanti della F1. Che la terra ti sia lieve.

Articolo a cura di Valerio Giuseppe Bellinghieri – Sportpress24.com

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