Accade oggi : Goal al grido di morte

Dall’autogol alla morte, una macchia indelebile nella storia dei Mondiali di 27 anni fa.

La squadra colombiana arriva al Mondiale del ’94 statunitense come i favori del pronostico, vista la quantità di talento presente in rosa, tra questi un certo Andres Escobar Saldarriaga, nato a Medellin il 13 marzo 1967, bandiera degli Atletico Nacional.

L’ aspettazione non viene ripagata: dopo la sconfitta a sorpresa all’esordio contro la Romania, la Colombia perse anche la seconda gara contro i padroni di casa degli Stati Uniti a causa di un suo autogol che porto la squadra all’esclusione della competizione. Quell’autogol porta la firma di Andres.

La squadra fa ritorno a testa bassa tra fischi e minacce, ai giocatori viene suggerito di restare in casa senza abbandonare le loro abitazioni, limitando i contatti solo con parenti e amici. Purtroppo per Andres la situazione stava diventato troppo soffocante, senti il bisogno di mostrare il suo viso alla sua gente, quella gente per il quale tanto ha combattuto. Dopo un giro di chiamate, dove cercarono di persuaderlo il più possibile a non uscire, il calciatore decise di andare a cena in un noto locale ale Medellin in compagnia di Pamela Cascal, sua moglie.

Era il 2 luglio 1994, a pochi giorni dalla sconfitta contro gli USA.

Bersaglio di insulti, nell’uscire dal locale la coppia trovano ad aspettarli alcuni sicari, tra essi un certo Humberto Munoz Castro che trivello di colpi da mitragliatrice il giovane difensore uccidendolo.

“Goal” una parola che trasmette esultanza, sfogo, rabbia, un insieme di emozioni e sensazioni che vengono fuori tramite questa parola alla fine di un momento. La prima parola che ci esce quando esultiamo alle reti delle nostre squadre, idoli, quando segnano i nostri figli nelle partite di quartiere. Quel giorno, “Goal” lo stava gridando Castro nello sfogare tutto il suo odio e rancore per quel maledetto autogol di pochi giorni fa.

Una storia triste che volevamo ricordare perché anche il Calcio, per alcuni il gioco più bello del mondo, porta ferite ancora aperte a distanza di anni. E’ giusto ricordare come un ragazzo che per anni ha lottato per rappresentare l’orgoglio della sua gente, sia stato punito per un errore.

Foto in Copertina da Twitter – Articolo a cura di Dario Guglielmi – SportPress24.com

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