Verso Lazio-Udinese, Sarri : “Dopo Napoli c’è una responsabilità Colletiva”

La 15a giornata di Serie A si chiude con Lazio-Udinese, match importantissimo per i biancocelesti dopo la sconfitta di Napoli. Maurizio Sarri in conferenza stampa, presenta la partita cosi :

Come trova l’Udinese e Gotti?

“Luca è un ragazzo intelligenza non comune. Al Chelsea lo ascoltavo molto, non era mai banale. Sta facendo un buon percorso. Quest’anno l’Udinese non ha concesso tantissimo. Partita difficile”.

Che risultato si aspetta?

“Io penso sempre di vincere le partite. Le difficoltà sono evidenti: dopo tre partite dopo le nazionali, tre punti. Quattro punti dopo l’Europa League. Le altre 14 punti. Da 2.30 a partita, scende alla media salvezza dopo gli impegni extra. Ha fatto delle ottime partite, altre da squadra completamente scarica. Una problematica pesante. Negli altri anni le situazioni particolari capitavano una volta al mese, adesso tre volte. Ti rendi conto che non è una problematica di semplice soluzione. La visione deve essere più ampia, vedi Klopp al Liverpool. Anche se io non penso di essere come lui”.

Che anno è questo?

“Non è un problema tattico, non c’entra il modulo o come giochi. Quando la squadra è passiva perdi. Questo è un problema di saper gestire le energie nervosi. Sapersi ricaricare nei momenti dispendiosi. Alcune volte la testa ci si stacca mentalmente, sabato erano attenti, quindi penso che sia un problema inconscio. Nessuno di noi può intervenire. Si vedeva già dal riscaldamento abbiamo capito che si sarebbe perso.”

Qualche accorgimento?

“Abbiamo fatto un periodo in cui abbiamo preso tre gol tutti su rigore in casa. Io l’accorgimento lo devo trovare se la squadra fa qualcosa e allora io aggiusto solo quello che non funziona.”

Felipe Anderson?

“Se c’avessi il joystick lo avrei già riattivato. Ha un carattere delicatissimo, livello di sensibilità diverso da quello medio, che in certe situazioni lo fa diventare fragile. È difficile anche da gestire: se lo tieni fuori rischi di affossarlo. Un difettino c’era, altrimenti non era qui, bisogna conviverci.”

Si aspetta qualcosa dal mercato di gennaio?

“Non so che dire. Io non parlo di nomi o di esigenze particolari. Bisognerebbe fare una riunione per parlare di due o tre finestre di mercato. Se si fa per più tempo si può fare una cosa seria.”

Calendario strozzato?

“Quando si gioca molto si gioca male. Penso sia frustrante per noi allenatori perché siamo diventati dei registi televisivi, perdi il gusto del campo. A me non piace, poi può darsi che ci siano degli allenatori a cui piace. Io penso che ci debba essere il giusto tempo per preparare i calciatori. Credo ci debba essere la goduria del campo che è il motivo per cui si fa questo mestiere. Non è solo una questione di guadagni. Il calendario penso sia da rimodulare.”

C’è margine per lavorare?

“A livello societario penso di sì. Non mi sembra che ci sia questa pressione di dover fare il risultato domani. Ha delle idee e le porta avanti. A livello mediatico mi interessa il giusto, non so mai quello che scrivete. Se vedo verde guardo, se vedo uno studio cambio.”

Reina o Strakosha?

“La valutazione viene fatta costantemente. Strakosha gioca le coppe, Reina in Serie A. Finora abbiamo fatto questo tipo di scelta, stanno giocando entrambi. Poi vediamo nel prosieguo se si va avanti con questa scelta.”

Com’è rientrato Marusic?

“Ha fatto più visite che allenamenti. Ha dovuto fare 24 ore di holter, poi tutta una serie di esami. Da qui in avanti farà doppie sedute per un po’ di tempo.”

Pochi gol dagli dagli altri calciatori?

“Ci sono delle partite in cui ci viene meno il movimento senza palla e si diventa sterili. Se tutti vogliono la palla addosso diventa dura essere pericolosi. Un problema di gestire meglio certe situazioni. Anche nel gestire le ripartenze, che certe volte le sprechiamo. Ma al momento non mi sembra tra i problemi principali.”

Per riattivare la spina quale considerazione farà?

“Patric è l’unico destro che abbiamo in questo momento. La prima idea è questa, poi vediamo se ci saranno altre indicazioni in questo allenamento. Dopo Napoli ci sono due possibilità: o li faccio rigiocare tutti e undici, o cambiarne 5 o 6. Io vado verso la prima ipotesi. Dove sta la verità? C’è una responsabilità collettiva.”

Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

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