Atalanta, parla Gomez sul suo addio : “Gasp voleva aggredirmi”

Dopo molti mesi Papu Gomez spiega il suo addio all’Atalanta. In un intervista a ‘La Nación’, parla di una dura lite con Gasperini che lo ha portato alla clamorosa decisione di lasciare i nerazzurri : “Negli spogliatoi ha oltrepassato i limiti ed ha cercato di aggredirmi fisicamente”.

Questa la sua intervista :

“Ho sbagliato qualcosa presumo perché in una partita di Champions League (contro il Midtjylland, ndr) ho disobbedito ad un’indicazione tattica. Mancavano dieci minuti alla fine del primo tempo e l’allenatore mi ha chiesto di spostarmi a destra, mentre io stavo facendo molto bene a sinistra. Ho detto di no. Immagino che l’aver risposto così, a metà gara e davanti alle telecamere, abbia creato la situazione perfetta perché si arrabbiasse. In quel momento ho capito che sarei stato sostituito all’intervallo e così è stato. Negli spogliatoi però lui ha oltrepassato i limiti ed ha cercato di aggredirmi fisicamente”.

“Lì ho detto basta. Si può discutere ok, ma l’aggressione fisica è intollerabile. Ho chiesto un incontro con il presidente Antonio Percassi e gli ho detto che non avrei avuto problemi ad andare avanti. Ho capito di aver sbagliato, che da capitano non mi ero comportato bene e che ero stato un cattivo esempio disobbedendo all’allenatore, ma gli ho anche detto che volevo le scuse di Gasperini”.

“Il giorno dopo c’è stata una riunione con tutta la squadra. Mi sono scusato con l’allenatore e i compagni per l’accaduto, ma non ho ricevuto scuse. Come dovevo intendere la cosa? Io avevo sbagliato e lui aveva fatto una cosa giusta? È iniziato tutto da lì. Dopo qualche giorno ho detto al presidente che non volevo più lavorare con Gasperini all’Atalanta. Lui mi ha risposto che non mi avrebbe lasciato andare e quindi è iniziato un braccio di ferro che ho pagato: sono finito fuori rosa”.

“È stato brutto, dopo tutto quello che ho dato per il club. Si sono comportati male.Il presidente non ha avuto le palle di chiedere all’allenatore di scusarsi con me. Così è finito tutto. Ma non è tutto, visto che per me si sono anche chiuse le porte del calcio italiano: non volevano cedermi a nessun big perché dicevano che avrei rafforzato una rivale. Grazie a Dio è arrivato il Siviglia che mi ha permesso di continuare a competere ad alti livelli per poter aspirare alla Copa America. Era quella la mia ossessione”.

“È ora che i tifosi conoscano la verità”.

Foto da Twitter – Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com

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