La gioia dei tifosi biancocelesti : “Eh già’!! Dopo vent’anni siamo ancora qua”

20 anni, 4 lustri, una intera generazione di tifosi che stava crescendo senza aver mai assaporato l’atmosfera Champions. 20 anni dopo possono respirarla anche se solo esternamente, da casa e non dentro lo stadio quando ci si abbracciava e si cantava a squarciagola con gli altri ‘fratelli’ laziali compagni di mille avventure e di mille battaglie sportive in Italia e in Europa.

Anche questo fa parte del DNA della Lazio e dei Laziali. Il dover forzatamente rinunciare a gioire insieme agli altri tifosi e insieme alla squadra di un percorso Champions coi fiocchi. Percorso che ha fatto si che pur arrivando secondi nel girone dietro al Dortmund ottenendo la qualificazione agli ottavi,  sia negli occhi di tutti la consapevolezza di essere stati superiori al Dortmund sia per i risultati oggettivi contro di loro, vittoria e pareggio, sia per il modo con cui la Lazio ha dovuto affrontare questo tragitto.

I pareggi in casa del Bruges e dello Zenit sono state delle vere e proprie perle considerando i minimi termini di rosa con cui Inzaghi e company, hanno dovuto giocare questi due match. Un manipolo di riserve, seconde e terze scelte che in questi due incontri hanno fatto onore alla maglia, alla società, alla Lazio.

Peccato. Peccato davvero!! Bastava avere qualche giocatore disponibile in più e il primo posto del girone sarebbe stato una realtà naturale visto il gioco prodotto dalla squadra.

Ieri dopo 20 anni tutti i tifosi della Lazio sono tornati a respirare la seconda fase. Ieri questa seconda fase è arrivata dopo un ultimo quarto d’ora di grande sofferenza non fisica, ma mentale. Gli spettri nerazzurri del 20 maggio di due anni fa si erano materializzati nelle menti dei giocatori che per la maggiore ha vissuto quella drammatica esperienza sportiva.

Ma questa volta è andata diversamente merito di questa banda di ragazzi che non si sono tirati indietro e hanno affrontato tutte le avversità con fierezza e grande onore. Senza paura di uscire, senza il timore di fallire, ma con la paura si tanta, di subire una beffarda ingiustizia sportiva.

Ma la paura è parte integrante di chi è vincente. Guai a non aver paura, la paura deve essere sempre presente, perchè è l’elemento determinante affinchè si possa restare vigili, attenti, concentrati. L’importante è che la paura non venga tramutata in panico.

Ieri c’è stata tanta paura in quella traversa colpita dai belgi a pochi minuti dal termine. Ma ieri migliaia di tifosi da casa erano a sospingere quella palla fuori perché tutti quanti hanno avuto una paura folle, ma nessuno l’ha tramutata in panico. Questa mattina ogni tifoso biancazzurro rifletteva e confermava : “Siamo di nuovo qua, 20 anni dopo, contro tutto e contro tutti. Non molleremo facilmente ora che ci siamo. Siamo la Lazio. La nostra storia ci ha ampiamente insegnato nel corso del tempo, che tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che otteniamo, è solo il frutto di noi stessi. Mai un regalo, mai un appoggio, mai una spinta comunicativa anzi… Siamo sempre soli, ma da questa solitudine abbiamo saputo trarne il meglio, e quel meglio è la fierezza di essere noi, puri, semplici, limpidi. Nessuno potrà mai piegarci perché ormai siamo forgiati con questa essenza che noi semplicemente chiamiamo Lazialità.”

Foto in Copertina Marco Rosi SS Lazio

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