Jesús Owono sconvolto, ma dagli spalti gridano “Assassino”

Secondo quanto riportato da Radio COPE, il portiere dell’Andorra avrebbe voluto porgere privatamente le proprie scuse ai familiari dell’attaccante del Tenerife prima che venisse annunciata la sua morte. Nessuna intenzione di fare del male, ma un dramma che ha sconvolto entrambe le squadre

Il dolore, l’incredulità e il peso di un incidente che ha cambiato per sempre la vita di tante persone. Jesús Owono, portiere dell’Andorra, sarebbe profondamente scosso dopo il tragico scontro di gioco con Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, morto in seguito alle gravissime conseguenze dell’impatto avvenuto durante la sfida di Liga 2.

Secondo quanto riferito dall’emittente radiofonica spagnola Radio COPE, l’estremo difensore avrebbe manifestato la volontà di chiedere privatamente scusa alla famiglia del calciatore prima che venisse diffusa la notizia del decesso.

Un gesto che racconta lo stato d’animo di un giocatore finito improvvisamente al centro di una tragedia che nessuno avrebbe potuto immaginare.

«Nessuna cattiva intenzione»: il dolore dell’Andorra

A raccontare il clima che si respira all’interno del club andorrano è stata Radio COPE, che ha descritto una situazione di enorme preoccupazione.

«C’è un’enorme preoccupazione ad Andorra. Ho sentito che alcuni giocatori hanno detto che è la cosa più difficile che abbiano mai vissuto su un campo da calcio. Potete immaginare, Jesús Owono… Andorra insiste sul fatto che non c’era alcuna cattiva intenzione, nessun desiderio di fare del male. Non è piacevole per lui sentire lo stadio Heliodoro che grida “assassino, assassino!”».

Parole che restituiscono la drammaticità di quanto accaduto. Owono, durante l’uscita che ha provocato il violento impatto con De Miguel, stava cercando di intervenire sul pallone in una situazione di gioco concitata.

Il ginocchio del portiere aveva colpito il petto dell’attaccante, che si era immediatamente accasciato al suolo. I soccorsi erano intervenuti tempestivamente, ma le condizioni del calciatore si erano rivelate subito gravissime.

L’arresto cardiaco, il ricovero in terapia intensiva e il successivo peggioramento neurologico avevano alimentato la speranza che De Miguel potesse superare la fase più critica. Una speranza purtroppo spezzata dall’annuncio della sua morte.

Le polemiche e il rispetto del dolore

L’episodio ha provocato una forte reazione sugli spalti e sui social network. Durante la partita, alcuni tifosi del Tenerife avevano rivolto a Owono cori pesantissimi, arrivando a gridare «assassino».

Una reazione comprensibile sul piano emotivo, davanti a una tragedia così grande, ma che non può trasformarsi in una condanna personale prima che siano chiarite tutte le circostanze dell’incidente.

La dinamica dello scontro, infatti, è quella di un’azione di gioco. Non ci sono, nelle informazioni riportate, elementi che indichino una volontà deliberata di provocare un danno all’avversario.

Nel frattempo, non trovano conferma le indiscrezioni relative a una presunta chiusura dell’account Instagram personale di Owono. Alla mattina del 3 novembre il profilo risultava ancora aperto.

In una vicenda che ha lasciato un’intera comunità calcistica sotto shock, il silenzio, il rispetto per la famiglia di Jesús de Miguel e la vicinanza a tutti i protagonisti di questa tragedia devono prevalere sulle polemiche.

Perché una partita può finire, una stagione può essere dimenticata, ma una vita spezzata lascia un dolore che nessun risultato sportivo potrà mai cancellare.

Articolo a cura di  Stefano Ghezzi– Sportpress24.com

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