La Lazio di Rino Gattuso sfiora un’impresa che nella sua storia non è mai riuscita a compiere: vincere tutte e quattro le prime giornate di campionato. Contro il Milan, però, i biancocelesti si sono dovuti accontentare di un pareggio dopo un primo tempo dominato e chiuso sul 2-0. Una frenata che lascia qualche rimpianto, ma anche tante indicazioni positive.
Dopo l’eliminazione casalinga in Coppa Italia contro il Mantova, l’avvio della Lazio era stato tutt’altro che incoraggiante. Gattuso, però, ha saputo rimettere in carreggiata la squadra, ottenendo tre vittorie consecutive: 1-0 a Bologna, 1-0 all’Olimpico contro il Genoa e 2-1 a Udine.
Il doppio vantaggio contro il Milan sembrava poter completare il poker, ma nella ripresa la Lazio ha pagato la stanchezza e la maggiore profondità della rosa rossonera.
Il confronto con la Lazio dello scudetto del 2000
Nonostante il pareggio, c’e un dato che permette alla Lazio di guardare al futuro con ottimismo. Con 10 punti nelle prime quattro giornate, la squadra di Gattuso ha infatti eguagliato la partenza della Lazio scudettatà di Sven-Goran Eriksson nel 1999-2000.
Quella squadra aveva superato in casa il Cagliari per 2-1 e il Torino per 3-0, pareggiato 0-0 a Bari e vinto 2-1 a Parma. Un parallelo naturalmente prematuro, ma che certifica la bontà dell’inizio di stagione della formazione biancoceleste.
Attacco finalmente protagonista
Contro il Milan sono arrivati anche segnali importanti dal reparto offensivo. Gattuso aveva sorpreso tutti scegliendo dal primo minuto Cancellieri e Noslin, preferiti a Isaksen e Pinamonti, e la scelta sembrava aver pagato alla grande.
I due attaccanti hanno trovato la via del gol e trascinato la Lazio in un primo tempo spettacolare, fatto di intensità, gioco verticale e grande convinzione. Una risposta importante anche a chi chiedeva maggiore incisività agli uomini d’attacco.
All’appello, in questo senso, manca ancora il gol di capitan Zaccagni. Il numero 10 biancoceleste continua comunque a essere prezioso nella costruzione offensiva, soprattutto grazie alla sua capacita di servire assist e creare superiorità.
Un primo tempo da grande squadra
Per almeno 45 minuti la Lazio ha mostrato un calcio arioso e aggressivo. Floriani Mussolini e Nuno Tavares hanno spinto con continuità sulle fasce, mentre Frattesi ha offerto dinamismo e inserimenti.
A centrocampo, invece, Belahyane ha disputato una prova di grande personalità. Il marocchino ha dettato i tempi e garantito equilibrio, dimostrando di poter rappresentare una risorsa importante anche in assenza di Rovella e Cataldi.
Il problema e arrivato nella ripresa, quando le energie sono progressivamente diminuite. La Lazio ha iniziato ad arretrare e a perdere brillantezza proprio mentre il Milan trovava nuove risorse dalla panchina.
I cambi del Milan ribaltano l’inerzia
La differenza l’hanno fatta soprattutto le sostituzioni rossonere. L’ingresso di Moreira ha dato una scossa devastante al Milan, mentre anche Pulisic e Musah hanno aumentato ritmo e intensità. Quest’ultimo ha preso il posto di un Modric apparso meno brillante rispetto alle precedenti uscite.
Dall’altra parte Gattuso ha dovuto fare i conti con una rosa meno profonda. I cambi biancocelesti non hanno avuto lo stesso impatto, ma difficilmente il tecnico avrebbe potuto fare molto di più. La squadra era sulle gambe e alcune sostituzioni erano inevitabili.
Ed e proprio questo uno degli aspetti sui quali la Lazio dovrà lavorare. Gattuso sa bene che la sua rosa, soprattutto in termini di alternative, non e ancora al livello delle principali concorrenti. Ma il tecnico sta comunque costruendo una squadra organizzata, coraggiosa e capace di giocare un calcio piacevole.
Obiettivo Champions, lo scudetto resta un sogno
Dopo quattro giornate e ancora troppo presto per fissare obiettivi definitivi, ma i segnali arrivati finora autorizzano la Lazio a guardare avanti con fiducia. Dieci punti rappresentano un bottino importante e la prestazione offerta contro il Milan, almeno per un tempo, ha mostrato una squadra capace di mettere in difficolta anche una delle grandi del campionato.
Pensare allo scudetto oggi sarebbe prematuro. Molto più concreto, invece, appare l’obiettivo di lottare fino alla fine per un posto in Champions League. La strada e lunga, ma Gattuso ha già dato un’identità alla sua Lazio.
Resta, infine, la questione ambientale. La Curva Nord ha confermato la propria contestazione nei confronti del presidente Claudio Lotito, arrivando a lasciare desolatamente vuoto il settore anche in occasione della sfida contro il Milan. Una scelta che conferma la coerenza della protesta, ma che inevitabilmente priva la squadra di una parte fondamentale del proprio sostegno proprio nelle partite più importanti.
La Lazio non ha trovato il poker, ma esce dalle prime quattro giornate con 10 punti, una nuova consapevolezza e la sensazione di poter essere protagonista. Per Gattuso, dopo un inizio complicato, e già una piccola vittoria.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi– Sportpress24.com