Us Open: Jasmine Paolini eliminata, Cirstea passa in due set

Paolini: “Una giornata difficile ma sono tornata a competere”

Jasmine Paolini è stata eliminata dall’Us Open, sconfitta in due set dalla romena Sorana Cirstea col punteggio di 6-3, 6-3. L’azzurra, n.21 del ranking Atp, era al rientro in campo dopo due mesi di assenza per un infortunio ad un piede.

Il commento
«E’ stata una giornata tosta e difficile, con tanti alti e bassi, ma facevo fatica». Lo ha detto Jasmine Paolini dopo la sconfitta con la romena Cirstea al terzo turno degli Us Open di New York.
«Il tennis è uno sport sempre più fisico e veloce, da un anno all’altro il livello si alza e non è facile stare al passo tra tornei e allenamenti», ha detto l’atleta toscana, osservando che «fisicamente ti porta al limite e si arriva piu stressati anche perchè il calendario è fitto». Jasmine, tornata alle gare dopo un infortunio che per quattro settimane non le ha fatto toccare racchetta, ha ammesso che oggi non ha fatto una buona partita ma ha invitato a guardare il lato positivo: «Sono tornata a competere».

L’azzurra è stata avanti di un break sia nel primo sia nel secondo set (2-0 in avvio di match e 3-1 nel secondo parziale), ma nel momento di concretizzare ha avuto anche dei lunghi black-out: “Ci sono stati tanti alti e bassi. La verità è che non ci sono molte cose da salvare nella giornata di oggi – ha aggiunto – . Potevo essere un po’ più positiva, anche se le cose erano difficili, cercavo di ripetermi di fare con quello che avevo e di accettare la situazione, ma non ha funzionato”.

Il problema al piede sta rientrando, ma le settimane senza tennis hanno lasciato degli strascichi, in particolare nei movimenti: “Quando siamo arrivati qui abbiamo cercato di lavorare molto su questo aspetto – ha spiegato – , perché mi sono accorta che in alcune situazioni facevo più fatica a muovermi e forse anche a fidarmi del mio corpo. Sembrava andare meglio, sinceramente, ma ogni giorno è diverso. Stesso discorso per il servizio, non so se non spingo al massimo con i piedi. Stiamo cercando, piano piano, di ritrovare sicurezza e forza. Potevo fare di più, sicuramente, però poteva anche andare peggio. Devo prendere il lato positivo delle cose”.

E lo spiega: “Il lato positivo è che sono arrivata qui e sono tornata a competere. Non è stato facile tornare dopo quattro settimane senza toccare la racchetta; ho fatto preparazione fisica, ma ovviamente non quella in campo, con la corsa. Ho cercato di adattare gli allenamenti e di lavorare sotto tutti gli aspetti, però la parte di campo e di partita non sono allenabili. Soprattutto nei primi giorni qui non mi muovevo benissimo, ma ho cercato di fare il massimo. Alla fine ho giocato tre partite: non perfette, assolutamente, ma credo e spero che possano aiutarmi per il finale di stagione. L’obiettivo è alzare ancora il livello”.

La numero 1 azzurra è solo una della lunga lista di tennisti e tenniste al rientro dopo infortuni: “Secondo me il tennis sta andando in una direzione sempre più fisica e veloce – ha concluso – . Ogni anno il livello si alza, quindi bisogna stare al passo con la velocità; più la velocità aumenta, più tutti fanno fatica, credo. Bisogna gestirsi bene, ma non è facile perché bisogna stare al passo con i tornei e trovare spazio e tempo per allenarsi. Il tennis è diventato questo: velocità, forza e molta fisicità. E’ uno sport che fisicamente ti porta al limite, credo sia normale che, anche mentalmente, si arrivi un po’ più stressati in certe situazioni. Va accettato. Bisogna fare programmazioni intelligenti. Non è facile, perché il calendario è abbastanza fitto, ma noi stiamo cercando di fare questo, adattandoci anche agli infortuni”.

 

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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