Diritti calpestati a Fiumicino: la Nazionale di Powerchair Football lasciata a terra da EasyJet

Incredibile stop al gate per la Nazionale del calcio in carrozzina: EasyJet impedisce l’imbarco per Glasgow adducendo un limite di 5 ausili. Dura condanna del CIP, del ministro Abodi e del Governo: “Fatto gravissimo e inaccettabile”

La Nazionale Italiana di Powerchair Football (il calcio in carrozzina) è stata costretta a rimanere a terra, bloccata al gate d’imbarco mentre si apprestava a volare alla volta di Glasgow. Gli Azzurri avrebbero dovuto prendere parte a un prestigioso torneo internazionale, tappa fondamentale di avvicinamento ai prossimi Campionati del Mondo in programma in Argentina.

Il muro al gate: “Sull’aereo massimo 5 carrozzine”

Il piano di marcia della delegazione della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) era stato organizzato nei minimi dettagli e con larghissimo anticipo. Dal mese di aprile, la Federazione aveva inoltrato formale richiesta a EasyJet ottenendo l’autorizzazione al trasporto di 6 atleti con disabilità, con al seguito sia le carrozzine per la mobilità quotidiana sia le 6 speciali carrozzine da gioco. Nonostante una ulteriore PEC inviata nei giorni scorsi per blindare la logistica, la doccia fredda è arrivata a poche ore dal decollo (previsto per le 11:55). La compagnia ha comunicato l’impossibilità di imbarcare l’intera squadra sull’Airbus A320, motivando lo stop con il limite massimo di cinque ausili trasportabili a bordo.

La notizia ha scatenato una reazione durissima da parte del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), che ha definito l’accaduto un atto “lesivo della dignità personale degli atleti e dei valori primari dello sport”.

De Sanctis (CIP): “Vergogna inaccettabile”

Senza mezzi termini, Marco Giunio De Sanctis, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, definisce “una vergogna inaccettabile che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali” quanto accaduto oggi all’aeroporto di Fiumicino.Continua il presidente CIP: “Non stiamo parlando di una semplice disfunzione di viaggio o di un ritardo bagagli: negare l’imbarco agli atleti e agli ausili con cui essi vivono e gareggiano significa negare la loro stessa autonomia e identità. Le carrozzine per un atleta paralimpico non sono un “extra” o un bagaglio ingombrante, ma l’estensione del proprio corpo.

La reazione del Governo

La condanna è stata unanime anche a livello istituzionale:

  • Andrea Abodi (Ministro per lo Sport e i Giovani) ha parlato senza mezzi termini di “episodio di una gravità estrema, inconcepibile e inaccettabile”.

  • ENAC e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stati chiamati in causa per accertare eventuali violazioni delle normative comunitarie sui passeggeri a mobilità ridotta, non escludendo sanzioni nei confronti del vettore.

Mentre EasyJet ha fatto sapere di voler trattare la vicenda con la massima serietà per chiarire l’accaduto. La Nazionale resta in attesa di poter riprogrammare la trasferta, vittima di un cortocircuito logistico che calpestare il diritto allo sport e alla mobilità.

Articolo a cura di Valerio Giuseppe Bellinghieri – Sportpress24.com

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