Caso Malagò, nuovi dubbi sulla candidatura alla presidenza Figc. Il possibile commissariamento della Figc si arricchisce di nuovi elementi. Al centro della vicenda non c’è soltanto il mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura
Emergono infatti anche dubbi sulla documentazione presentata per la corsa alla presidenza della Federazione.
Secondo la documentazione ufficiale visionata dalFatto Quotidiano, la candidatura di Malagò è stata depositata dall’avvocato Luca Bergamini. Il legale aveva una delega firmata dallo stesso Malagò.
Alla candidatura erano allegati l’accredito delle 18 società di Serie A e il programma elettorale. Non risulterebbe invece una dichiarazione specifica sul possesso dei requisiti necessari per diventare presidente della Figc.
Malagò e il confronto con gli altri candidati
La documentazione di Malagò presenta quindi alcune differenze rispetto a quella degli altri candidati.
L’avvocato Renato Miele aveva presentato il documento relativo al proprio tesseramento. Aveva inoltre allegato una dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti richiesti.
AncheGiancarlo Abeteaveva dichiarato, sotto la propria responsabilità, di possedere i requisiti necessari. Nella stessa dichiarazione aveva inoltre attestato l’assenza di divieti e incompatibilità.
Nella documentazione relativa aMalagònon risulterebbe, invece, una dichiarazione dello stesso tipo.
I requisiti richiesti dalla Figc
La normativa federale prevede alcuni requisiti per chi vuole candidarsi agli organi elettivi della Figc.
Tra questi ci sono la regolarità del tesseramento e il possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità.
Il tesseramento rappresenta quindi uno dei punti principali della vicenda. Malagò, al momento della candidatura, non sarebbe stato tesserato per la Figc.
La questione è stata sollevata anche dal ricorso presentato da Renato Miele. Gli atti sono poi arrivati all’attenzione degli organi competenti del Coni.
Il parere dei giuristi sul caso Malagò
La Procura generale dello sport ha esaminato la questione relativa al tesseramento. Successivamente ha trasmesso gli atti al Coni per le valutazioni del caso.
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha chiesto inoltre un parere a quattro esperti di diritto.
I giuristi sono chiamati a esaminare la questione dei requisiti necessari per la candidatura. Tra i temi principali c’è proprio l’obbligatorietà del tesseramento.
I controlli della Figc sulla candidatura
Il caso riguarda anche il modo in cui la Figc ha verificato la documentazione presentata dai candidati.
La questione nasce dal fatto che Malagò, secondo quanto riportato, non avrebbe presentato una dichiarazione sul possesso dei requisiti. Inoltre, il problema relativo al tesseramento non sarebbe stato rilevato prima dell’accettazione della candidatura.
Resta quindi da chiarire quali controlli siano stati effettuati dalla Federazione e con quali modalità.
Commissariamento Figc, ora decide il Coni
La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul possibile commissariamento della Figc. La decisione spetta però agli organi competenti del Coni.
Saranno la Giunta e il Consiglio nazionale a valutare la situazione e a stabilire come procedere.
Il caso Malagò, dunque, non riguarda soltanto il tesseramento. Restano da esaminare anche la documentazione presentata, le modalità di accettazione della candidatura e i controlli effettuati dalla Figc.
Articolo a cura di Rebecca Olivieri – SportPress24.com