Non sarà una partita come le altre. Questa notte il Madison Square Garden tornerà a ospitare una gara delle NBA Finals dopo 27 anni e l’atmosfera si preannuncia elettrica.
I New York Knicks, avanti 2-0 nella serie contro i San Antonio Spurs, avranno la possibilità di mettere una seria ipoteca sul titolo davanti ai propri tifosi, ma l’attenzione non sarà rivolta soltanto al parquet.
Ad assistere a Gara-3 ci sarà infatti il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ospite del proprietario dei Knicks James Dolan. Una presenza che ha trasformato l’evento sportivo più atteso dell’anno in una vera e propria operazione di sicurezza nazionale.
Le autorità di New York, in coordinamento con il Secret Service, hanno predisposto misure straordinarie attorno al Madison Square Garden.
I tifosi dovranno sottoporsi a controlli simili a quelli aeroportuali, con metal detector, perquisizioni approfondite e una rigida politica “no bag”, che vieta l’ingresso con qualsiasi tipo di borsa o zaino.
L’invito ufficiale è quello di presentarsi almeno due ore prima della palla a due per evitare lunghe code ai varchi.
L’imponente dispositivo di sicurezza ha avuto conseguenze anche per i tifosi senza biglietto. La tradizionale watch party prevista all’esterno dell’arena è stata cancellata dopo il confronto tra NYPD e Secret Service.
Attorno al Garden saranno inoltre presenti barriere anti-intrusione, chiusure stradali e un rafforzamento delle forze dell’ordine.
La città vive ore di autentica febbre cestistica. I Knicks non disputavano una finale NBA casalinga dal 1999 e sognano il primo anello dal 1973.
Dopo le due vittorie conquistate a San Antonio, il Garden si prepara a una delle notti più importanti della sua storia recente
I prezzi dei biglietti hanno raggiunto cifre record e l’interesse mediatico è paragonabile a quello dei grandi eventi internazionali.
Anche fuori dal palazzetto il clima è incandescente. Centinaia di tifosi newyorchesi hanno accolto gli Spurs con cori e provocazioni davanti all’hotel della squadra texana, mentre sui social il dibattito sull’arrivo di Trump continua a dividere tifosi e opinionisti.
Sul campo, però, resta una sfida che può cambiare il destino della serie. Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns vogliono sfruttare il fattore campo per portarsi sul 3-0, un vantaggio che nella storia delle Finals si è quasi sempre rivelato decisivo.
Dall’altra parte Victor Wembanyama e gli Spurs sono chiamati a reagire per evitare di precipitare sull’orlo del baratro.
Tra stelle dell’NBA, celebrità, politici e una città intera pronta a esplodere di passione, Gara-3 promette di essere molto più di una semplice partita di basket.
Sarà una notte storica per New York, sotto i riflettori del mondo.
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – Sportpress24.com