Uomo di 31 anni a Modena travolge passanti ed accoltella un cittadino intervenuto per bloccarlo

Oggi pomeriggio, sabato 16 maggio 2026, a Modena, in pieno centro storico, un uomo di 31 anni alla guida di un’automobile ha invaso la zona a traffico limitato travolgendo e ferendo gravemente circa quindici persone. Una donna risulta in condizioni gravissime e, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe subito l’amputazione delle gambe. È stata trasportata d’urgenza con l’elisoccorso all’ospedale di Bologna.

Dopo l’impatto, l’uomo avrebbe tentato la fuga a piedi, ma è stato bloccato grazie all’intervento di alcuni cittadini. Durante quei momenti concitati, uno di loro sarebbe stato colpito con un’arma da taglio alla tempia e al petto. La Polizia di Stato sta conducendo le indagini, interrogando il responsabile e perquisendone l’abitazione.

Le immagini dell’impatto, riprese dalle telecamere di sorveglianza, stanno già circolando online mostrando tutta la brutalità dell’accaduto. L’uomo, laureato in economia, sarebbe stato in passato seguito per problematiche psichiatriche.

ComePapàtriarcatoci interroghiamo sull’effetto che queste notizie hanno sulla nostra percezione della violenza: quando il terrore irrompe improvvisamente nel cuore di una città occidentale ne restiamo sconvolti, traumatizzati, paralizzati. Eppure, nello stesso momento, immagini di corpi mutilati, civili uccisi e città devastate scorrono quotidianamente davanti ai nostri occhi nei contesti di guerra, spesso fino a diventare sfondo, abitudine, rumore di fondo.

Quanto pesa sulla nostra mente la violenza quando ha il volto di un singolo individuo? E quanto invece rischiamo di normalizzarla quando viene esercitata dagli Stati, dagli eserciti, dalle guerre considerate “necessarie” o “lontane”?

Valeria Civale per SportPress24

 

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