La decisione di far disputare il derby della Capitale tra Roma e Lazio alle 12:30 è ormai un argomento che continua a far discutere e alimenta nuove tensioni attorno alla gestione del calcio italiano.
A spiegare la scelta è l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, che ha parlato di una misura necessaria “per proteggere la regolarità del campionato”, puntando il dito contro il comportamento di una parte della tifoseria dopo i recenti scontri nella capitale.
Secondo De Siervo, l’ipotesi originaria di disputare la partita in serata sarebbe stata prima autorizzata dalle autorità, ma poi resa impraticabile dagli episodi di violenza avvenuti in città.
Da qui la decisione di anticipare il calcio d’inizio a mezzogiorno e mezzo, una scelta definita “obbligata” per ragioni di ordine pubblico.
Nel suo intervento, il dirigente ha anche fatto un riferimento extra-calcistico, citando la possibilità di evitare sovrapposizioni con eventi sportivi di grande richiamo come un’eventuale finale con Jannik Sinner, prevista nel tardo pomeriggio.
Una scelta giusta?
La decisione però non convince tutti.
L’idea che una delle partite più importanti e sentite del campionato venga spostata a un orario inconsueto solleva interrogativi più ampi sulla gestione complessiva del calcio italiano e sulla capacità di garantire condizioni uniformi a tutte le squadre.
Se da un lato la sicurezza pubblica resta un tema centrale e non discutibile, dall’altro cresce la sensazione che il calendario e gli orari delle partite sono sempre più condizionati da fattori esterni al campo, tra emergenze, pressioni e criticità organizzative.
Il nodo della “regolarità”
Le parole “proteggere la regolarità del campionato” aprono inevitabilmente un dibattito più ampio: quanto è davvero regolare una competizione in cui orari, condizioni e contesto delle gare possono cambiare in base a fattori non sportivi?
Dagli ultimi mesi il calcio italiano è già al centro di discussioni legate a episodi arbitrali, decisioni controverse e gestione dei calendari.
In questo contesto, la scelta sul derby non fa che riaccendere dubbi e malumori tra tifosi e addetti ai lavori.
Tra sicurezza e credibilità del sistema
La questione resta quindi sospesa tra due esigenze difficili da conciliare: garantire la sicurezza pubblica e preservare la credibilità sportiva del campionato.
Ma proprio il crescente ricorso a soluzioni straordinarie alimenta la sensazione che la normalità, nel calcio italiano, sia sempre più difficile da mantenere.
Il derby della Capitale si giocherà a mezzogiorno, ma la vera partita, quella sulla fiducia nel sistema, sembra ancora tutta da disputare, anche perchè (per non dimenticare) c’è un designatore arbitrale ormai ex, dove pende sulla sua testa un’enorme responsabilità, proprio sulla regolarità del campionato…
Articolo a cura di Stefano Ghezzi – SportPress24.com