Calcio, Real-Mbappé: quando un campione può diventare un fattore…negativo

Uno dei più grandi falsi miti della storia del calcio è che basta imbottire una squadra di campioni e questa automaticamente sarà destinata a vincere ogni trofeo possibile. Purtroppo (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) non è così. Che divertimento ci sarebbe altrimenti a seguire questo sport?

In ogni caso il ragionamento “più campioni metti i squadra e più diventi invincibile” non è un teorema scientifico “causa effetto”. Ci sono tante variabili da prendere in considerazione e ogni stella del calcio ha come obiettivo assoluto quello di brillare più di tutti. Ergo, se ci sono tante stelle ad avere il medesimo scopo ecco che la luce diventa troppo acciecante. Come dice un vecchio detto, infatti, “troppi galli a cantare non si fa mai giorno”. Ci vuole quindi una grande capacità gestionale per tenere a bada tante stelle e spingerle a cooperare per diventare un corpo unico per il bene della squadra. Far anteporre gli interessi della squadra ai propri quando si raggiungono certi livelli è una delle cose più difficili da realizzare nel mondo del calcio.

Serve più equilibrio con Mbappé in campo. Manca la formula giusta…

Una situazione difficile da gestire è quella che si sta realizzando in casa Real Madrid dove Kylian Mbappé da panacea di tutti i mali sta invece diventando un fattore…negativo. Non è la prima volta che i blancos hanno difficoltà nel gestire una rosa piena zeppa di Galacticos. Tante volte hanno trovato la chiave di volta vincendo tutto e a lungo, altre volte invece hanno riscontrato qualche difficoltà nel gestire tante grandi personalità facendo storcere la bocca ai tifosi che avevano tante aspettative.

L’ex campione del PSG e stella assoluta del calcio mondiale, non si può dire certo che non sta facendo grandi cose nel Real Madrid. Da quando è arrivato, 2 anni fa, sta segnando valanghe di gol (44 nella stagione 2024/2025 tra campionamento e coppe, 39 gol stagionali fino ad ora). Ma gli acuti osservatori calciofili hanno notato sicuramente che: c’è un Real con Mbappé e uno senza. Più precisamente, la differenza nel gioco di squadra, è più marcata: ciò è emerso in particolare da quando il campione francese ha dovuto saltare diverse partite a causa dell’infortunio al ginocchio (riscontrato in occasione della sconfitta contro l’Osasuna del 21 febbraio).

Da quel momento la squadra ha regalato prestazioni deliziose ed entusiasmanti, trascinata da un super Vinicius (vedi le doppiette contro Atletico e Manchester City). Quando poi il 10 dei Blancos è tornato titolare sono arrivate sconfitte sia in compianto (con la caduta a Mallorca grazie ad un super Muriqi) e in Champions con la sconfitta casalinga di ieri per mano del Bayern Monaco.

Conclusione

A discapito di equivoci: sotto il punto di vista realizzativo e dei numeri che sta realizzando al Real il francese è indiscutibile. Però c’è la netta sensazione che senza di lui il Real è più efficace, efficiente ed equilibrato. Mbappé e Vinicius non garantiscono poi quel supporto difensivo di cui a volte c’è bisogno. Perché il calcio ha bisogno sì di spettacolo, ma anche di equilibri.

Si possono avere anche 30 campioni, ma senza sacrificio per la squadra non c’è futuro. Il tema dell’equilibrio, dell’intesa con Vinicius e del pressing rappresenta un vero rompicapo per gli allenatore dei blancos Arbeloa. Quest’ultimi infatti è chiamato a trovare il modo migliore per valorizzare le sue stelle ma per il bene del Real Madrid. Pertanto, se vuole realizzare un finale di stagione importante e, in particolare, rimontare la sconfitta casalinga con il Bayern per puntare alla vittoria della Champions, serve una formula di coesistenza perfetta. Riusciràa trovarla?

Articolo a cura di Marco Lanari – Sportpress24.com

Translate »