Estetica & Femminismo: le donne e il dramma dei capelli bianchi
Il terrore che quei fili grigi sulla testa possano farci guadagnare l’etichetta di “vecchia” ci spinge a riempire l’agenda di appuntamenti dal parrucchiere.
Tra tutti i luoghi deputati all’eliminazione delle tracce del tempo dai nostri corpi, è senza dubbio il più frequentato. Dal parrucchiere ci andiamo tutte. E anche tutti, certo. Ma non allo stesso modo.
Le telefonate per conquistarci il nostro momento di “ringiovanimento” fioccano. E con loro, inevitabilmente, gli incassi.
Secondo le stime, passiamo in media circa18 ore all’annodal parrucchieresoloper la ricrescita e la tintura. Se aggiungiamo taglio, piega, maschere e trattamenti vari, il cronometro sale vertiginosamente.
E lo scontrino fa lo stesso.
Che sia con cadenza mensile o bi-settimanale, la seduta dal parrucchiere di fiducia rappresenta l’ennesimo incastro da inserire tra la lezione di danza della figlia e la scuola calcio del figlio maschio.
Un doppio standard che si ripete anche qui, silenziosamente, ma con grande efficacia.
Nel frattempo, l’industria cosmetica continua a prosperare facendo leva su uno degli stigmi più potenti che questa società proietta sui nostri corpi:la vecchiaia.
Ciò che dovrebbe essere considerato un privilegio — arrivare a invecchiare — diventa una colpa da occultare.
Vale la pena fermarsi un momento e chiederselo:
cosa proviamo quando osserviamo una donna con i capelli bianchi?
La consideriamo respingente, attraente o semplicemente indifferente?
E qualunque sia la risposta, nasce davvero da qualcosa di “naturale” o da una costruzione sociale e culturale che interiorizziamo fin dall’infanzia?
Noi diPapàtriarcatouna risposta ce la siamo data:
lo scorrere del tempo dovrebbe rappresentare unvalore aggiunto, un motivo per essere più ascoltate e non marginalizzate.
Le persone più grandi di noi possono e devono avere più voce nella società.
Per questo, in vista delle festività natalizie, l’invito è semplice: se avete la fortuna di avere ancora nonni e nonne, zie o zii, ritagliatevi un momento per parlare con loro.
Della vita, delle vostre riflessioni, dei dubbi quotidiani, dell’amore, di musica, di viaggi, di politica. Di qualunque cosa.
Ne rimarrete sorpresi.
E forse anche un po’ più consapevoli.
Articolo a cura di Valeria Civale — Sportpress24.com