Una seconda giornata dei mondiali di Atletica a Tokyo che non regala soddisfazioni agli atleti italiani. Grandi delusioni per Jacobs, Tamberi e Dosso che non hanno passato le qualificazioni alle finali.
Marcell Jacobs
Campione olimpico a Tokyo 2020, due volte campione d’Europa e una volta campione del mondo sui 60 metri, quinto alle Olimpiadi di Parigi 2024 con 9.85.
Stavolta Jacobs non riesce a brillare: ai Mondiali di Tokyo, nello stesso stadio che nel 2021 gli regalòemozioni indimenticabili, si ferma in semifinale con il tempo di 10.16, ben lontano sia dalla zona medaglie sia dai suoi tempi standard abituali.
Dopo una stagione complicata a causa di molteplici problemi fisici, ai microfoni della Rai non nasconde i dubbi su un possibile ritiro:
«L’anno scorso, dopo le Olimpiadi, mi ero fatto una promessa: mi ero detto che se avessi avuto una stagione difficile non avrei saputo se andare avanti. Ora non lo so, devo prendermi un po’ di tempo e capire se vale ancora la pena. Non valgo questi tempi: l’anno scorso ho fatto 9.85, ora 10.16… Non lo so, è difficile rincorrere le stagioni e i tempi: 10.16 non lo facevo neanche quando facevo salto in lungo.»
Una dichiarazione importante e intrisa di dubbi, ma ciò che non si può negare è che a 31 anni ha ancora il potenziale per rialzarsi e dimostrare di poter fare ancora molto.
Gianmarco Tamberi
Doveva essere la gara del riscatto, invece per Tamberi arriva un’altra delusione.
Il campione olimpico e d’Europa in carica si ferma nelle qualificazioni del salto in alto chiudendo con la misura di 2.16 metri e tre errori a 2.21, quota che gli avrebbe garantito l’accesso alla finale.
Tamberi è arrivato in Giappone già con qualche acciacco: la coscia sinistra fasciata, i problemi fisici che nelle ultime settimane avevano limitato i suoi allenamenti e i suoi risultati. In pedana ci ha provato con il solito coraggio, ma stavolta il fisico non ha risposto.
A fine gara, non ha nascosto la delusione ai microfoni:
«Ho fatto un risultato pietoso, mi dispiace. Oggi le sensazioni erano buone, ma non ho fatto neanche un salto giusto. Il rammarico è tanto: pensavo potesse andare diversamente. Mi sono presentato qui in condizioni tutt’altro che buone, ma sapevo che potevo saltare oltre i 2,30 altrimenti non sarei venuto, lasciando mia figlia di venti giorni. Ora voglio solo tornare a casa dalle mie donne.»
Zaynab Dosso
Zaynab Dosso è scesa in pista ai Mondiali di Tokyo con l’obiettivo di diventare la prima italiana a centrare la finale dei 100 metri.
Un traguardo che però sfuma: dopo delle batterie promettenti chiuse in 11.10, in semifinale è apparsa in difficoltà sin dalla partenza e non è mai riuscita a trovare ritmo nel rettilineo finale, chiudendo in 11.22.