Ex Roma – L’indagine della DDA: possibile sequestro a scopo estorsivo
Gli inquirenti della DDA di Roma stanno seguendo la pista del sequestro di persona finalizzato all’estorsione. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, rimangono aperte a più scenari, tra cui vendetta o regolamento di conti
Dda indaga sulle circostanze
Danilo Valeri, 20 anni, residente nel quartiere San Basilio, è stato ritrovato dopo essere stato rapito nella notte davanti a un ristorante di viale di Tor di Quinto, nella zona di Ponte Milvio. La squadra mobile ha condotto il giovane figlio del pregiudicato, negli uffici di Roma. Le sue condizioni di salute sono buone. Le forze dell’ordine, in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), stanno ancora indagando per chiarire le circostanze del sequestro.
Un passato segnato dalla violenza: il padre ferito a maggio
Danilo è figlio di Maurizio Valeri, soprannominato“Sorcio”, figura nota alle forze dell’ordine. A maggio, il padre fu vittima di un agguato armato e si recò autonomamente all’ospedale Sandro Pertini con ferite da arma da fuoco alle gambe. Alla luce degli avvenimenti, gli inquirenti ipotizzarono che si trattasse di una ritorsione legata allo spaccio di stupefacenti e al controllo delle case popolari.
Il conflitto sulle piazze di spaccio
Maurizio Valeri gestisce un autolavaggio in zona San Basilio ed è ritenuto a capo di alcune piazze di spaccio. Questa attività illecita lo avrebbe portato in rotta di collisione con altri gruppi criminali, tra cui il potente clan Marando, legato alla ‘ndrangheta e attivo nella stessa area. Secondo gli investigatori, il sequestro del figlio potrebbe essere una ritorsione ordinata dalla criminalità organizzata per colpire indirettamente il padre.
Un nuovo caso dopo un altro sequestro avvenuto a dicembre
Il rapimento diDanilo Valerinon è un episodio isolato. Solo poche settimane prima, a inizio dicembre, la squadra mobile di Roma aveva concluso le indagini su un altro caso simile. In quell’occasione, un gruppo armato aveva sequestrato una donna per oltre 20 giorni, in una vendetta nata da un furto di droga tra bande rivali. Durante l’azione punitiva, un vicino di casa fu picchiato per non aver fornito informazioni.
Il caso si concluse con l’arresto di quattro persone e il sequestro di sette chili di cocaina e 165mila euro in contanti. La vittima, usata come pedina di scambio, fu liberata grazie all’intervento della polizia durante l’incontro tra i due gruppi avversari, avvenuto in un centro commerciale della zona Laurentina.
Articolo a cura di Rebecca Olivieri – SportPress24.com