Israele, il sergente che tifa Lazio: la storia di Mayer Soliani

In guerra pensando alla Lazio, “la cosa che mi manca di più dell’Italia”.

Parole di Mayer Soliani, nato a Roma, residente con i genitori in Israele da quando aveva 12 anni e ora in servizio nella zona del conflitto riacceso dagli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre. Soldato dell’esercito israeliano. Sergente, questa la sua qualifica. Come i tifosi laziali hanno sempre chiamato Milinkovic-Savic. Ma in un contesto purtroppo non di campo e molto più drammatico. A raccontare la storia di Soliani, è stata per prima Rai News, che lo ha intervistato. Arruolato un anno e mezzo fa per difendere “il mio popolo e la mia terra”, ha ancora nonni, zii e cugini a Roma. Dove torna per vedere la sua Lazio: “Vengo tutti gli anni a Roma solo per vedere la Lazio -ha spiegato Soliani- ho fatto tante trasferte: se la situazione si calma fra due mesi sarò a Madrid (per l’ultima giornata del girone di Champions, contro l’Atletico, ndr)”.

Immobile: “Mayer, sarà un onore conoscerti

Le parole rimbalzano sul web, arrivano i messaggi dei giocatori della Lazio, da Ciro Immobile a Luis Alberto. E anche il presidente Claudio Lotito rimane colpito. “L’ho visto e rivisto tante volte quel video, l’ho anche fatto vedere qui in Parlamento, certo che mi sono commosso, mi ha colpito, come può non colpirti un ragazzo così giovane che parte dall’Italia per andare a difendere la sua patria, Israele”.

“Non mi vergogno nel dire che mi sono emozionato, nel vedere quel giovane militare -aggiunge il numero uno del club biancoceleste-. Quando gli hanno chiesto se ha paura, lui dice di no col trasporto nel cuore, e tra le cose che gli mancano risponde che è la Lazio. Cos’altro si può aggiungere? Il ragazzo è di religione ebraica, l’ennesima conferma delle menzogne tirate in ballo da qualcuno che dice che la Lazio è antisemita e anti-quello o quell’altro, li vorrei vedere adesso che dicono. Anzi la Lazio è portavoce dei diritti umani, del rispetto dell’essere umano, della propria integrità totale, morale, economica, razziale e di qualsiasi natura. E’ stato bellissimo e appena rientra lo invito e lo voglio vicino a me”.

Articolo a cura di Michela Catena – Sportpress24.com

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