Lazio, dov’è la voglia che avevi prima del Lockdown?

Energie? Forza? Voglia? L’Unico motivo di questo calo incredibile, è la mancanza di preparazione fisica. C’è poco da fare. La Lazio è stata l’unica squadra del campionato a non aver sfruttato il lockdown per continuare ad allenarsi. E’ vero che le restrizioni le avevano tutti, ma gli uomini di Inzaghi prima di riprendere gli allenamenti, hanno forse dedicato un po troppo tempo alla playstation o al divano.

La situazione non è ipotizzabile. E’ lo specchio di una realtà che sta mandando in rovina tutto quel buono fatto prima dello stop. Prima del Lockdown i Biancocelesti avevano una media di punti da 1° posto. Con la sconfitta di oggi è scesa al 14° posto e non si vedono lumi. Terza sconfitta consecutiva che non lascia presagire nulla di positivo in vista dell’Udinese di mercoledi prossimo e successivamente la capolista Juventus, lunedi a Torino.

Una serie di problemi che Inzaghi si porta dietro, cominciando dalla condizione fisica dei suoi ragazzi, agli infortuni che stanno determinando la mancanza di turnover. Poi ci si mette la voglia, si quella cosa cosi stratta che tanto influisce sulla mente dei giocatori. Critiche le prende Milinkovic, più che superficiale nelle sue giocate. Un atteggiamento che non rispecchia il suo valore economico e la voglia di raggiungere gli obiettivi promessi ai propri tifosi.

Anche la difesa fa acqua da tutte le parti. Incassa gol ad ogni partita e quella che doveva essere una garanzia, è diventata la maglia rotta di una catena di plastica.

Capitolo portiere. La Lazio non ha un portiere! Strakosha ha perso l’attenzione, l’accuratezza e la propria credibilità in primis del reparto difensivo. Il masticare una gomma in continuazione, trasmette nervosismo, ma soprattutto menefreghismo di un momento delicato che pretende una super-concentrazione in ogni azione. Il gol incassato dal Sassuolo che ha determinato la sconfitta di oggi, è figlio di una disattenzione ingiustificabile da parte del numero 1 biancoceleste.

L’attacco? Non c’è più. Solo ammonizioni che testimoniano una situazione al quanto nervosa e persa alla base delle redini. Immobile, che ha Lewandowski davanti a lui per la scarpa d’oro, non vede più la porta e neanche i compagni. Egoista il più delle volte vittima come oggi pomeriggio, il giovane Adekanye. 

Mancano 4/5 punti al raggiungimento della famigerata Champions League, un risultato considerato dallo stesso Inzaghi, uno scudetto.

I Problemi sono tanti, ma visti sulla carta, sono problemi superabili e affrontabili. Nulla è dato per perso, ma solo rimandato.

Ora tutti devono resettare il proprio ‘io’. Chiudere non un capitolo, ma un libro intero per terminare con dignità un campionato che tanto ha consegnato soddisfazioni.

Foto di Claudio Pasquazi

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